Data: 10/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il parentificio con 190 assunti. Dopo l'arresto il silenzio avvolge l'azienda comunale. Sindacalista accusa un consorzio tra vecchi e nuovi amministratori

MONTESILVANO. «Tutti sono figli di qualcuno. E anche se fosse arrivato il figlio "di", qui la gente lavora...» dice la ragazza. Negli uffici della Deborah Ferrigno, il giorno dopo il nuovo Ciclone, l'atmosfera è pesante. Le mogli, i parenti e gli amici degli ex potenti si mescolano a chi i concorsi li ha fatti e ai dipendenti storici dell'azienda speciale che, secondo la procura, l'amministrazione di Enzo Cantagallo ha trasformato in un «parentificio». Passato mezzogiorno, nella sede al piano terra di Palazzo Baldoni, c'è una decina di persone: sei amministrativi, tre assistenti sociali, una psicologa. È una grande sala su cui si aprono, a raggiera, una serie di uffici più piccoli. Computer, telefoni e scrivanie che ogni tanto qualche disperato mette a soqquadro: la centrale di comando di una struttura che ha le sue diramazioni territoriali nelle abitazioni degli assistiti (circa 240 persone), nella casa di riposo ex Falini, nella farmacia comunale, nella ludoteca. Qui si tengono i conti per 190 dipendenti (160 dei quali a tempo indeterminato), tra cui c'è anche Daniela Cordoma, sorella del primo cittadino.
«Siamo amareggiati per la cattiva immagine dell'azienda, i cittadini dovrebbero vedere le cose da dentro, vedere come lavoriamo» osserva una dipendente. «Con professionalità, con responsabilità. Certo, la magistratura deve fare il suo lavoro, ma queste notizie ci fanno stare male, riguardano persone con cui abbiamo lavorato». Parlano, ma preferiscono l'anonimato. Non sono tempi buoni per mettere nero su bianco un nome, neppure per chi ha un curriculum immacolato e nessun santo in paradiso. Del resto, quello che passa il convento è già poco e non si può rischiare di perderlo: «Guadagno 700-800 euro per 38 ore lavorative, due più del Comune» fa un dipendente. Su questo si è retto il sistema-Ferrigno, sul bisogno di lavoro che si accontenta di poco. «Chi fa assistenza agli anziani o ai disabili incassa da 300 a 600 euro al mese, chi fa assistenza scolastica 350-400 euro» spiega Nicola Grimaldi, succeduto a Gianluca Di Blasio sulla scomoda poltrona di direttore generale. È l'unico che parla liberamente, perché lui non c'era e perché si sente incaricato della missione di migliorare i servizi per la massa degli utenti: 165 anziani assistiti a domicilio da 45 addetti, mentre altri 40 sono in lista d'attesa; 70 bimbi disabili di cui si prendono cura 60 operatrici; le decine di poveri che ogni giorno chiedono un aiuto economico: «Abbiamo cinquanta accessi al giorno qui: questa azienda eroga tantissimi servizi» sottolinea la presidente Paola Sardella, che non rifiuta ogni criminalizzazione. Ma per Domenico Ronca, segretario regionale della Cgil, responsabile della Camera del lavoro di Montesilvano negli anni della nascita della Ferrigno, lungamente ascoltato un anno e mezzo fa dall'Ispettorato del lavoro su delega della squadra Mobile, le indagini della procura confermano il teorema del sindacato: «Nessuno, allora, riuscì a giustificare il fatto che, a fronte di riduzione di stanziamenti alle politiche sociali nell'ultima parte dell'era Cantagallo, si aumentasse il personale invece di investire sui servizi: furono ridotte le ore di assistenza a disabili e anziani e contestualmente si assunse in maniera indiscriminata». Un sistema in cui tutti, secondo Ronca, furono coinvolti: «Nessuno può chiamarsi fuori, né la maggioranza né l'opposizione: centrodestra e centrosinistra gestirono tutto insieme, in modo trasversale, nessuno può oggi ricostruirsi una verginità».
Nel 2008 l'azienda speciale riceverà dal Comune circa 4 milioni di euro, con un raddoppio dello stanziamento rispetto al 2007. Il Comune paga profumatamente, anche se l'azienda dovrebbe produrre autonomamente reddito. Le uniche voci di rilievo, però, sono le entrate per la casa di accoglienza per minori «La luna» (200 mila euro) e la farmacia (720 mila euro). «Ma la farmacia dovrebbe avere una gestione separata» afferma Grimaldi. Il direttore è amico di vecchia data del sindaco Pasquale Cordoma, così come un vecchio amico dell'avvocato Gianluca Di Blasio è il fratello del sindaco, Marcello Cordoma, anche lui avvocato, con cui condivide lo studio legale.
Al sindaco, nel 2004, la trasformazione della Ferrigno in azienda non piacque. Lo ripete in sala giunta, dove Grimaldi è andato a chiedergli di sollecitare l'allaccio del gas per la nuova sede della ludoteca, in via Cavallotti: «All'epoca fui contrario all'azienda perché temevo fosse un carrozzone, un parcheggio per sistemare le persone a scopo clientelare, anche perché la gente lavorava appena 12 ore, era inutile "spalmare" sul territorio 200 lavoratori che lavorano poco, scontenti e con la busta paga vuota». Ma oggi Cordoma, inchiesta o no, non ha intenzione di sciogliere l'azienda speciale: «Mi sono passato una mano sulla coscienza, non penso sia giusto mandare a casa le persone che fanno affidamento su 200-300 euro per guadagnarsi qualcosa in una situazione familiare penosa. Quindi la scommessa, con Grimaldi, è quella di fare funzionare meglio l'azienda».
Oggi, in consiglio comunale, Cordoma dovrà raccontare un'altra verità: quella sui concorsi sospetti. Una seduta straordinaria, richiesta dal Pd, sull'inchiesta che si è abbattuta sulla nuova amministrazione.

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