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Le cifre solo dopo marzo. «Bene l'aggancio a produttività e sviluppo» dice Montezemolo ROMA. Meno tasse sui salari, e quindi buste paga più pesanti, specie per i redditi più bassi, e armonizzazione delle rendite finanziarie. Nel vertice di maggioranza di ieri Romano Prodi ha dettato le linee guida della fase due del governo. Dopo il risanamento dei conti pubblici, si punta a rafforzare sviluppo e crescita. Per i primi interventi concreti bisognerà aspettare però la trimestrale di cassa, a marzo. Quando cioè si conosceranno le risorse disponibili e si potranno quindi indicare cifre e interventi concreti. «Sono particolarmente soddisfatto del clima, del risultato e della qualità degli interventi», esulta Prodi al termine delle due ore e mezza di incontro. La temuta verifica di governo sembra in effetti partire senza traumi. Lamberto Dini non dice di «no», parla di «misure necessarie e utili» e si dice d'accordo anche anche sulla tassazione delle rendite finanziarie, anche se chiede di intervenire «solo sui nuovi titoli». Soddisfatto anche Veltroni, al suo primo vertice da segretario del Pd. «Si è impostata un'altra fase dell'azione di governo, con la necessità di utilizzare le grandi risorse del risanamento per salari, stipendi e famiglie». Certo non tutti i problemi si sono dissolti. «La verifica è appena cominciata - si affretta ad avvertire Franco Giordano - si è aperto un confronto e adesso bisogna continuarlo». E il segretario di Rifondazione indica il primo problema: la sinistra radicale non vuole nessun collegamento fra sgravi fiscali sui salari e produttività, esattamente il contrario di quanto sostenuto da Prodi nella sua relazione. Ma il problema maggiore potrebbe diventare quello sui tempi. Mentre anche la sinistra sembra aver digerito uno slittamento a marzo degli interventi concreti, ieri Tommaso Padoa Schioppa è sembrato spingerli ancora più in là. «La trimestrale di cassa è il momento conoscitivo delle cifre - ha sostenuto infatti il ministro dell'Economia - ma per agire bisognerà aspettare il bilancio di assestamento a giugno-luglio. Gli interventi più significativi arriveranno invece con la finanziaria 2009». E «le risorse - sottolinea - non le abbiamo ancora trovate. Le dobbiamo reperire con la lotta all'evasione e dal contenimento della spesa». «Le risorse si troveranno» precisa Palazzo Chigi. Quella di Prodi ieri mattina è stata comunque una relazione a tutto campo, che ha rimarcato i risultati positivi ottenuti fin qui dal governo, soprattutto in campo economico (il rapporto deficit-Pil sotto il 2 per cento, l'avanzo primario al 3), e indicato le linee generali di intervento. Avvertendo però che gli sgravi fiscali non bastano da soli: «Una più equa distribuzione del reddito dipende anzitutto dalla crescita economica e dalla contrattazione». Conferma però che il governo si muoverà «nei prossimi mesi» per una riduzione del carico fiscale «a vantaggio, innanzitutto dei salari e dei bassi redditi». Ma aggiunge che «non un euro» sarà assicurato «senza un impegno forte delle forze sociali per più produttività, maggiori salari e maggiori investimenti». Insomma un patto per lo sviluppo. Una posizione su cui in serata si dice pienamente d'accordo Montezemolo. Il Paese, sostiene il presidente di Confindustria, ha bisogno di un accordo che «metta al centro la crescita», ma in cui ognuno «faccia la sua parte». Prodi garantisce invece che «tutto ciò che sarà recuperato dall'evasione fiscale o da altre forme di extragettito», in sostanza dai futuri "tesoretti", sarà utilizzato per la riduzione del carico fiscale dei lavoratori e delle famiglie. Musica per la sinistra. E per quanto riguarda le rendite finanziarie, annuncia che «pur con tutte le cautele per il difficile momento dei mercati finanziaria, è difficile continuare con l'anomalia di un sistema nel quale il lavoro e l'impresa sono tassati assai più che le rendite finanziarie». |