Data: 11/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
In una delibera i nomi dei raccomandati. Scoperta la prova delle assunzioni illecite, il gip blinda i testimoni: sono a rischio

MONTESILVANO. È la delibera 122 del 31 marzo 2006 il documento al centro dell'inchiesta sull'azienda speciale Deborah Ferrigno, un atto con cui la giunta guidata da Enzo Cantagallo dispose, nell'ambito di una serie di progetti, le assunzioni di una ventina di persone: assunzioni che la procura ritiene tutte illecite. Per l'accusa la decisione venne presa in Comune, per persone destinate a lavorare in Comune: nessuno sarebbe mai stato impiegato alla Ferrigno.
Questa sarebbe la prova che l'azienda speciale, che non aveva capacità di produrre profitti pur essendo un ente pubblico economico, veniva usata per un giroconto: a pagare era sempre la cassa di Palazzo di città, ma le assunzioni che il Comune non poteva fare, transitavano per la Ferrigno. A tempo indeterminato se era possibile, più spesso, però, a tempo determinato: una precarietà che ha consentito di tenere sotto scacco i dipendenti, sempre a rischio di non essere più richiamati.
Le testimonianze dei lavoratori della Ferrigno, che hanno determinato l'arresto dell'ex direttore generale Gianluca Di Blasio, saranno ora blindate.
Il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis ascolterà i racconti di dipendenti ed ex dipendenti ritenuti centrali ai fini dell'indagine nel corso di un incidente probaborio, una anticipazione del dibattimento per evitare che i testimoni possano subire intimidazioni e avere ripensamenti. Dall'ufficio del gip stanno partendo le convocazioni: già a febbraio potrebbero essere ascoltate almeno quattro persone. I primi a essere chiamati saranno l'impiegata che Di Blasio avrebbe costretto a rinunciare al proprio posto di lavoro per far posto a un raccomandato, minacciandola, in caso contrario, di licenziamento nel periodo di prova, e le tre persone che l'avvocato avrebbe chiamato in piazza Diaz per convincerle a dichiarare il falso sull'attività dell'Eurosportello davanti ai funzionari dell'Ispettorato del lavoro che collaboravano con la squadra Mobile. «Il peso che Di Blasio ha avuto sui sui dipendenti non può sfuggire» scrive nella sua richiesta al gip il sostituto procuratore Gennaro Varone. «Era la richiesta del direttore, in grado, per la carica pubblica ricoperta, di decidere ad nutum della sorte dei lavoratori precari: una richiesta dal cui rifiuto sarebbe derivata la certissima esclusione dei renitenti da ogni successiva iniziativa lavorativa della Deborah Ferrigno e del Comune stesso». Questo ha convinto De Ninis a ordinare gli arresti domiciliari per l'ex direttore generale: il fatto che Di Blasio non ricopra più la carica, sostiene il gip nella sua ordinanza, «non può valere a far ritenere cessato né il pericolo di condizionamento delle fonti di prova né il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie. Per il pericolo di esposizione a nuove minacce, dunque, i testimoni saranno sentiti nelle forme dell'incidente probatorio».

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