Data: 12/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Lo Stato si dimentica dei nodi di Vasto. Per la stazione si confida su Marini. Dalla carenza di giudici in tribunale al taglio dei treni e alla crisi abitativa

VASTO. Dalla stazione ferroviaria, che perde lo scalo merci e i treni passeggeri, al tribunale al collasso a causa della carenza d'organico; dalla raccolta differenziata che non si fa, malgrado le promesse e la buona volontà, all'occupazione abusiva degli alloggi. E poi l'allarme criminalità e le altre promesse di rinforzi che ancora non arrivano. Eccola la "città dimenticata", ovvero tutti quei problemi emersi più volte dalla cronaca, affrontati a livello politico ma che non riescono a trovare soluzione. Restano in sospeso, subiscono ulteriori colpi e le promesse per risolverli svaniscono.
La città è in affanno. I problemi si moltiplicano e non tutti sono di facile soluzione. Le sorti dello scalo ferroviario Vasto-San Salvo dovrebbero decidersi la prossima settimana a Roma. Il presidente del Senato, Franco Marini cercherà di convincere i vertici delle Ferrovie dello Stato e Trenitalia a migliorare il servizio passeggeri e a tenere aperto lo scalo merci.
Non è detto però ci riesca. La paventata soppressione dello scalo ferroviario non è l'unica emergenza che affligge la città.
La carenza di magistrati in tribunale rallenta il corso della giustizia, la criminalità è in aumento, l'abusivismo commerciale è dilagante. E l'opposizione incalza. Nicola Soria, consigliere indipendente d'opposizione, chiede il commissariamento del settore commerciale.
Stazione ferroviaria. Lo scalo ferroviario assume sempre più le sembianze di una cattedrale nel deserto. Al mattino non ci sono più convogli per Milano fino a mezzogiorno, di notte non si ferma alcun treno. La biglietteria è aperta solo di mattina. Nella stazione di Vasto-Punta Penna capita sempre più spesso di non poter fare il biglietto perché l'erogatrice automatica è fuori servizio. Imminente la soppressione dell'Ufficio Polfer. Gli agenti saranno trasferiti nel commissariato.
Se Trenitalia non cambierà idea e trasferirà a Pescara anche il personale addetto al carico e scarico delle merci, lo scalo merci sarà chiuso.
Palazzo di giustizia. E' da più di un anno che il consiglio dell'Ordine forense reclama, invano, il potenziamento dei giudici. L'attuale presidente Bernardo Masciarelli ha scritto più volte agli amministratori locali e regionali rimarcando l'assoluta necessità di adeguare l'organico dei magistrati ai carichi di lavoro.
A parte le promesse, le uniche novità sono che a marzo l'attuale presidente del tribunale Guigo Ghionni lascia la città per assumere un nuovo incarico ad Isernia. Dal 27 inoltre entra in vigore la nuova legge che dispone che i giudici che hanno assunto ruoli dirigenziali per un periodo di otto anni devono essere trasferiti. Nelle more di questa legge rientrerebbe anche il procuratore capo Vincenzo Colantonio che dovrebbe quindi lasciare la Procura vastese anche se nessuno in tribunale sa confermare o smentire l'indiscrezione.
Certo è, invece, che il giudice Rita Carosella è stata destinata ad altra sede, Chieti e che a Palazzo di giustizia restano quindi quattro giudici: Paolo Di Croce, Anna Rosa Capuozzo e Caterina Sallusti. Troppo pochi per occuparsi di centinaia di fascicoli ogni giorno.
Commercio ambulante. Ogni giorno le strade del centro e quelle della riviera vengono prese d'assalto da decine di camioncini carichi di frutta e verdura. Nonostante gli inviti a lasciare la città e le multe salate collezionate, gli ambulanti non vanno via. E guai a definirli abusivi. «Siamo produttori agricoli e vendiamo i nostri prodotti avendo regolare licenza di vendita e rilasciando lo scontrino fiscale ai clienti», affermano.
I commercianti locali - in particolare la Confesercenti - sono esasperati e minacciano serrate. «La concorrenza sleale ci sta mandando sul lastrico. Se l'amministrazione non riesce a risolvere questo problema saremo costretti a licenziare il personale», avvertono tornando a reclamare un regolamento per restrittivo sul commercio.
Emergenza abitativa. La povertà è in aumento. Una dato significativo arriva dall'aumento del numero delle famiglie che reclamano una casa popolare. La crisi degli alloggi si è così fatta pesante: non c'è la disponibilità di appartamenti. In molti casi gli alloggi sono occupati abusivamente. Sono già quattro i casi individuati dai carabinieri e dalla polizia municipale. L'amministrazione promette anche in questo caso il braccio di ferro con gli abusivi. Ma il problema degli alloggi resterebbe comunque.

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