Data: 12/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Teodoro e Costantini: sfideremo D'Alfonso. Confermato lo strappo nel centrosinistra, l'Unione rinvia il vertice sulle elezioni

PESCARA. Teodoro: «Non ho intenzione di fare dietrofront sulla mia candidatura». Costantini: «Il prossimo 26 gennaio, in una convention, annuncerò ufficialmente la mia disponibilità a guidare il governo della città». Ecco i dissidenti del centrosinistra, i due politici che hanno messo sotto scacco la maggioranza, alle prese con la delicata questione se riproporre o no la candidatura di D'Alfonso a sindaco. I movimenti politici, Lista Teodoro e Italia dei valori, hanno fatto sapere che correranno da soli: questa scelta ha gettato nel caos la coalizione, che ora ha deciso di prendersi una pausa di riflessione.
La riunione dei partiti del centrosinistra, fissata per mercoledì prossimo, non si terrà più. E' stata rinviata «sine die», con la speranza che si possa riaprire un dialogo sulla candidature per le prossime elezioni comunali di primavera.
Dal vertice che si è svolto mercoledì scorso è uscita fuori una coalizione spaccata sul nome di Luciano D'Alfonso. Solo il Pd ha confermato il suo appoggio totale. La Sinistra, invece, ha avvertito di non essere disposta a votarlo, se il sindaco, una volta eletto, dovesse decidere di dimettersi per candidarsi poi alla Regione. Mentre l'Udeur ha posto come condizione fondamentale l'unità dell'attuale maggioranza.
TEODORO NON CI RIPENSA. Il vice sindaco, Gianni Teodoro, non cede, nemmeno di fronte alla Sinistra radicale che ha chiesto le sue dimissioni dalla giunta, dopo l'annuncio della sua candidatura. «C'è stata una convention il 21 dicembre scorso con un migliaio di persone» ha fatto presente il responsabile della Lista, che porta il suo nome «dove io ho annunciato la mia disponibilità a guidare l'amministrazione di questa città. Non ho cambiato idea».
Il vice sindaco ha anche spiegato il perché della sua assenza alla riunione di maggioranza di mercoledì. «Come potevo essere presente» ha affermato «con D'Alfonso avevo fatto un accordo, nel 2003, per fare il ballottaggio alle precedenti elezioni. Questo accordo, che scadrà alla fine di questa consiliatura, prevedeva che lui facesse il sindaco e io il vice. Così è stato». Teodoro, tuttavia, non ha escluso una nuova intesa. «Noi andremo con chi accetterà il nostro programma» ha aggiunto «abbiamo già diverse liste che hanno aderito. Ma non vedo perché i cittadini non dovrebbero mandare al ballottaggio uno come me».
IL CASO ITALIA DEI VALORI. Più drastica la posizione assunta dall'Italia dei valori nei confronti del sindaco. «Ritengo straordinariamente improbabile il nostro appoggio a una ricandidatura di D'Alfonso» ha rivelato il deputato, Carlo Costantini «non per quello che è successo in questi giorni (cioè le due inchieste giudiziarie in cui è rimasto coinvolto il primo cittadino, ndr), bensì per quello che è accaduto in questi anni».
Il parlamentare ha proseguito: «Domani (oggi) ci sarà un esecutivo regionale del partito che confermerà la decisione di correre da soli, perché non siamo disponibili a trattare con la maggioranza solo per ottenere qualche assessorato. Il 26, a una convention, annunceremo ufficialmente la nostra posizione».
LA LITE NELLA DC. Qual è la vera Dc che si presenterà alle prossime elezioni comunali? Su questa questione è giallo. Ieri, il commissario regionale della Democrazia cristiana, Celso Cioni, ha inviato una nota per dire che solo il suo partito ha il diritto di usare il simbolo dello Scudocrociato e il nome Dc.
«Nei prossimi giorni» ha detto «sedicenti esponenti della Dc presenteranno i loro candidati per le prossime amministrative. Diffidiamo chiunque a spacciarsi come esponenti della Dc».

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