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TERAMO. È sempre più una stazione ferroviaria "fai da te", quella di Teramo. Abolita la biglietteria, adesso restano vuote anche le bacheche nelle quali dovrebbero essere indicati gli orari. O meglio: nel locale attiguo alla pensilina ci sono gli orari dei treni in partenza e in arrivo da Teramo, ma non quelli dei treni principali che transitano sulla linea adriatica e si possono prendere in coincidenza da Teramo. Così c'è chi, comune cittadino, ha riempito in parte quel vuoto affiggendo, sulla bacheca deserta, un foglio con gli orari dei principali treni per il nord che partono da Giulianova. Quel comune cittadino è Paolo D'Incecco, già assurto agli onori delle cronache per aver promosso una petizione - che ha raccolto migliaia di firme - a favore di un rilancio e di una diversa gestione della stazione di Teramo. La sua battaglia per una struttura più curata e dignitosa è probabilmente destinata a fallire, visto che nei progetti del Comune l'edificio attuale dovrebbe essere raso al suolo e lo scalo arretrato verso est. Ma sulle corse d'Incecco insiste: «Non è possibile che Trenitalia continui a ignorare in questo modo l'utenza teramana. È entrato in vigore il nuovo orario e nella nostra stazione non viene data alcuna informazione sui treni in partenza e in arrivo a Giulianova. Ho inteso informare io l'utenza sui principali collegamenti con il nord, che per la maggior parte hanno una coincidenza immediata, affiggendo il cartello e rivolgendomi al Centro. Per me», continua D'Incecco, «è scandaloso anche che a Teramo, capoluogo di provincia, non si possano fare biglietti per Ancona, Milano o Torino. Invito», conclude, «tutti i viaggiatori che si spostano su rotaia verso il nord a pretendere il biglietto da Teramo!». (d.v.) |