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PESCARA. Sarà la città a scegliere gli sfidanti del polo e del centrosinistra che, salvo complicazioni (leggi procura), si affideranno a doppie elezioni primarie per i candidati a sindaco. Ma sono primarie con motivi opposti. Lo scenario politico di Pescara si è cominciato a chiarire. Il polo, infatti, darà la parola ai suoi elettori se il senatore Andrea Pastore dovesse ufficialmente tirarsi indietro, lasciando campo libero a Nazario Pagano che però non piace agli alleati o ex alleati. E' stato proprio il presidente dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, tre giorni fa, a confermare, in modo indiretto, che un eventuale no del notaio e senatore porterebbe inevitabilmente alle primarie. Casini infatti ha detto che Pescara ha bisogno di: «un candidato condiviso da tutto il centrodestra». E Andrea Pastore, si dice negli ambienti del polo, è l'unico nome che mette tutti d'accordo. Così, di fronte a un no ufficiale del senatore, atteso da un momento all'altro, l'Udc proporrà il nome di Carlo Masci per il dopo-Luciano D'Alfonso. E seguirebbe a ruota Alleanza Nazionale che da tempo pensa alle primarie (come ha chiaramente indicato il presidente, Gianfranco Fini, in un'intervista al Centro) per lanciare l'avvocato Luigi Albore Mascia. Primarie anche per il centrosinistra, ma il motivo è opposto. Si faranno solo se Luciano D'Alfonso dirà sì. Lo stesso sindaco uscente lo ha confermato ieri mattina. D'Alfonso dice che si va verso le primarie «perché lo ha deciso la coalizione a livello nazionale». In realtà, la consultazione popolare del centrosinistra pescarese - la data che circola è quella del 26 gennaio - ha un valore diverso e più importante per D'Alfonso che, questa volta, non può permettersi fughe in avanti (autocandidature), pur godendo di un consenso molto alto come ha confermato l'indagine del Sole 24 Ore. Non può permetterselo per le due inchieste che pendono come uno spettro sul capo dell'amministrazione. Allora le primarie diventano il lasciapassare per il sindaco amato dalla città ma incalzato dai magistrati. In questo scenario si inseriscono le candidature solitarie di due, anzi tre personaggi: Carlo Costantini, deputato dell'Idv uscito due giorni fa allo scoperto, Gianni Teodoro, il vicesindaco che la scorsa volta è stato ago della bilancia e, da ieri, anche Licio Di Biase, Udeur, che con un lungo documento inviato ai giornali, fa le pulci a D'Alfonso e fa intendere una sua probabile candidatura a sindaco, non prima di aver coinvolto gli organismi regionali e nazionali del partito del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Ma c'è chi dice che due dei tre candidati solitari abbiano altri obiettivi in mente. Costantini è politico in cerca di visibilità se la legge elettorale rimane così com'è; se invece si dovesse tornare al «Mattarellum», il deputato rientrerà nei ranghi. Teodoro, infine, si tradisce quando dichiara: «Sono pronto al confronto». E' come se attendesse un segnale ad accoglierlo sia da destra che da sinistra. |