Data: 04/06/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Autostrade, si apre la partita sulle presidenze. Di Pietro: per gli assetti aspettiamo proposte

MILANO - Sulla vicenda Autostrade-Abertis «siamo ormai nel ridicolo totale». Lo pensa l'ex presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Bruno Tabacci, che ieri a Trento è tornato sulla questione del ruolo dell'Anas. «Il problema vero riguarda la gestione delle attività autostradali che sono un ex monopolio pubblico e che devono essere affidate ad una Autorità indipendente che sia davvero tale». Per Tabacci «quando ci sarà un'Autorità indipendente degna di questo nome il fatto che vengono gli spagnoli è del tutto irrilevante, come se venissero gli olandesi o i francesi nelle banche». Il punto è che l'Anas «un giorno fa l'arbitro e il giorno dopo fa il gestore autostradale. Tanto che c'è addirittura la richiesta di adesione alla Confindustria». E per l'esponente Udc si corre oltretutto il serio rischio di fare come Fazio, che invece di fare l'arbitro gestiva il sistema bancario». Intanto, il governo è in attesa di «risposte su governance e investimenti e di proposte concrete», ha ribadito ieri il ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, in vista dell'incontro, previsto martedì, tra la società che fa capo ai Benetton e la stessa Anas. E mentre si discute, in tema di assetti, della possibile riduzione da due a una della presidenza della nuova Abertis, da attribuire nel caso al numero uno in Italia Gian Maria Gros-Pietro, le Generali, azioniste con il 6,7% di Schema28, holding di Autostrade, hanno confermato all 'Agenzia Ansa l'intenzione di esercitare la prelazione, per la quota che riguarda Trieste, sulla partecipazione messa in vendita da Abertis nella stessa Schema28.

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