|
PESCARA. In mano ai graffitari. La stazione di Pescara Tribunale - inaugurata il 7 dicembre 2007, appena 39 giorni fa, con maxi parata di politici e amministratori dall'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble al sindaco e uomo di punta del Pd Luciano D'Alfonso fino alla dirigente Maria Giaconia responsabile della Direzione trasporto Abruzzo - nel piano di Ferrovie dello Stato potenzia le infrastrutture d'Abruzzo. Ma lo scalo degli avvocati che si affaccia sul palazzo di giustizia e sulla fontana opera d'arte di Ettore Spalletti è già il parco divertimenti per i vandali. Con gli ascensori fuori servizio e i punti d'informazione dimenticati. Nella stazione senza biglietteria, quindi, i padroni sono «Seint», «Wock», «Sinz» e «Bone», firme anonime di chi agisce di notte. Sono loro, «i magnifici quattro», gli autori di centinaia di scritte con le bombolette spray comparse in una notte di follia. In via Tirino, di fronte al tempio della giustizia. I tag - così si chiamano le firme dei writer, gli artisti della bomboletta spray - sono comparsi sulle pareti del sottopasso di accesso alla stazione e sulle bacheche dell'orario arrivi e partenze. Ma in questo caso, di artistico gli schizzi di vernice hanno ben poco. Nella stazione imbrattata dai vandali della bomboletta, del resto, anche il Minuetto, il treno di ultima generazione utilizzato come metropolitana di superificie, quando si ferma al binario 1 per far scendere gli studenti e gli avvocati si mostra dipinto. L'unica parte risparmiata dalle scritte è il manifesto autocelebrativo affisso da Ferrovie dello Stato dal titolo «Fermata per servizio metropolitano Pescara Tribunale». Il cartello è appeso sul muro di ingresso dello scalo e racconta della «nuova fermata realizzata di fronte al tribunale della città di Pescara a seguito del protocollo d'intesa del 4 febbraio 2000 sulla linea ferroviaria adriatica». Insomma, 7 anni e 10 mesi per realizzare la stazione e solo 39 giorni per dimenticarla. Il cartello, che si ripete anche sulla recinzione del binario 2, entra nel dettaglio e illustra «le caratteristiche della nuova fermata: marciapiedi con lunghezza di 170 metri, pensiline, sottopassaggio, percorsi tattili per non vedenti». Fin qui, va tutto bene ma l'elenco continua con «ascensori per l'accesso ai marciapiedi»: alla stazione di Pescara Tribunale di elevatori ce ne sono due, uno imbrattato dai vandali l'altro ancora pulito, ma non funziona neanche uno. Il dito preme il bottone ma, al piano terra, dell'ascensore non c'è traccia. Le ultime voci dell'elenco difficili da riscontrare sono: «Impianto di informazione al pubblico e fabbricato tecnologico». Costo dell'opera: «800mila euro», così precisa il manifesto che prosegue garantendo che «gli interventi hanno l'obiettivo di potenziare l'infrastruttura ferroviaria della Regione Abruzzo». Nei fatti, dalla stazione di Pescara Centrale alla cittadella giudiziaria e al polo universitario, ci vogliono 5 minuti al costo di un euro. Nel nuovo scalo di via Tirino ogni giorno transitano 21 treni regionali della linea Termoli-Pescara, 11 in entrata e 10 in uscita. Con una capacità media di 1.200 passeggeri l'ora. |