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Spedite le 90 mila cartelle esattoriali. Due asili nido grazie all'addizionale Ire Giugno, tempo di vacanze e di tasse. Stanno partendo in questi giorni le novantamila cartelle esattoriali per il pagamento dell'Ici (40 mila cartelle) e della Tarsu (50mila), da effettuare entro il 30 giugno. Alle due imposte comunali principali si aggiunge l'addizionale Ire, ex addizionale Irpef, nella misura dello 0,10 per cento, cioè dell'uno per mille, introdotta l'altra notte, e per la prima volta a Pescara, dopo estenuanti sedute consiliari che hanno portato ai ferri corti maggioranza e opposizione. Ma l'assessore alle finanze Camillo D'Angelo respinge il ruolo di gabelliere dei pescaresi chiarendo i motivi che hanno indotto il Comune a ricorrere all'addizionale Ire: «La riduzione dei trasferimenti dello Stato all'ente, i costi di gestione del tribunale e il blocco delle spese per il vincolo del patto di stabilità interno. Con le risorse ottenute - spiega D'Angelo -, circa 800mila euro, realizzeremo opere sociali, tra cui due nuovi asili nido». Il Comune punta in questo modo a recuperare per quest'anno anche 400mila euro quale mancato introito dell'imposta sugli immobili. Intanto per quest'anno la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non ha subito alcun aumento, e per quanto riguarda l'Ici si è provveduto ad accorpare le aliquote: 3,9 per mille per la prima casa, 5,9 per mille per locali in affitto e di proprietà di artigiani e commercianti, e 7 per mille per le seconde case, terreni edificabili e locali commerciali dati in affitto. «L'unica imposta non collegata ad un servizio è l'Ici - afferma D'Angelo - mentre la Tarsu è legata al servizio di igiene urbana. Ma ci sono anche le tasse sull'occupazione del suolo pubblico, le imposte sulle affissioni che non partono dal Comune ma vengono richieste dai cittadini. La tassa vera però è quella sugli immobili». A conti fatti si aggirano intorno a 50milioni di euro le entrate comunali derivanti dalle tasse, di cui 27 dall'Ici, 13 milioni dall'imposta sullo smaltimento dei rifiuti e altre entrate. Circa centomila euro entrano al Comune dagli affitti. Le sanzioni amministrative poi fruttano alle casse di palazzo di città circa due milioni di euro l'anno «ma da questa somma il Comune non ricava molti utili - spiega ancora D'Angelo - perché impiega gran parte della cifra per pagare gli stipendi di vigili e dipendenti comunali». In particolare per questi ultimi il Comune sborsa circa 32 milioni di euro ogni anno. Ma qual è la previsione d'entrata della Tarsu? «A fronte di una spesa cospicua a carico del Comune, l'amministrazione ci rimette ancora due milioni di euro - precisa l'assessore -. La legge Ronchi prevedeva un equilibrio tra entrate e spese e dopo un aumento iniziale del 25 per cento ora abbiamo stretto accordi per un milione di euro per investimenti sulle macchine e sulla manutenzione per lo smaltimento dei rifiuti». In sostanza, nel 2005 sono stati centrati gli obiettivi di entrata e uscita nel bilancio con il recupero dell'Ici e il condono edilizio che ha fruttato circa 4 milioni di euro alle casse comunali, ma è il 2006 a preoccupare l'assessore alle Finanze. In primis ci sono i 4 milioni di euro per la gestione e manutenzione del nuovo tribunale a carico del Comune. D'Alfonso spera in un maxi-sconto ma l'incontro avuto con il ministro Mastella per il momento ha fruttato solo promesse d'impegno e nient'altro. |