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'Nella piattaforma e' indicata con chiarezza la necessita' di una nuova politica dei redditi, che consenta un rafforzamento delle retribuzioni attraverso interventi fiscali, controllo e riduzioni di prezzi e tariffe, politiche abitative, politiche contrattuali. Il quadro delle proposte avanzate prevede misure strutturali e universali, ma anche interventi mirati di sostegno fiscale agli aumenti di produttivita', ridistribuita attraverso la contrattazione di secondo livello'. A dirlo è il documento conclusivo del Comitato direttivo della Cgil nazionale (approvato con 76 si', 3 no e 2 astenuti), parlando della piattaforma presentata all'Assemblea dei delegati del 24 novembre scorso, votata dai direttivi di Cgil, Cisl e Uil. Una piattaforma, spiega il documento, che 'assume la centralita' dello sviluppo del Paese; riconnette il circolo virtuoso tra crescita della produttivita', risanamento dei conti pubblici e redistribuzione; focalizza sull'aumento delle disuguaglianze sociali e sull'inadeguatezza dei redditi da retribuzioni e pensioni l'emergenza che deve caratterizzare l'asse strategico dell'azione del governo per il 2008'. All'esecutivo, la Cgil chiede 'una scelta politica esplicita' e il rapido avvio del negoziato 'che deve prevedere misure, tempi e coperture degli interventi'. Riguardo le priorità per il 2008, la Cgil individua anzitutto 'l'aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente e le pensioni; la cosiddetta dote fiscale per i figli, a partire da quelli con eta' compresa da zero a tre anni; l'applicazione immediata della norma stabilita gia' nella Finanziaria 2008 della riduzione delle accise sui carburanti e sul gasolio e gas da riscaldamento'. Il Comitato direttivo della Cgil chiede anche "il ridisegno delle aliquote, con particolare riferimento alla terza aliquota, che incorpora una quota consistente di lavoro dipendente con reddito medio" e il "completamento della dote fiscale". Altro tema importante è la contrattazione di secondo livello: "Bisogna anzitutto decidere sulle modalita' di distribuzione delle risorse presenti nel Protocollo sul welfare, finalizzandole all'obiettivo dell'allargamento degli spazi della contrattazione. In merito alle coperture, abbiamo indicato la necessita' che vengano dirottati al lavoro dipendente i risultati delle politiche di risanamento, della lotta all'evasione fiscale, dell'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, respingendo l'ipotesi che tale intervento possa coprire la cosiddetta cedolare secca sugli affitti". Il documento affronta anche l'intera questione contrattuale. Anzitutto, la Cgil chiede la chiusura positiva dei numerosi contratti aperti, in quanto "viatico indispensabile per un avvio positivo del negoziato". Sulla questione del modello contrattuale (dopo aver precisato che sul tema si rende necessario uno specifico confronto sulla "manutenzione-aggiornamento", da tenere con il governo e le controparti datoriali), il sindacato di corso d'Italia ribadisce che la propria preferenza va a "un modello che conservi un carattere universale valido per tutti i settori contrattuali, che confermi il ruolo fondamentale del contratto nazionale e che punti all'obiettivo di estendere significativamente, in quantita' e qualita', la contrattazione di secondo livello. Tocchera' ai tre direttivi unitari definire un percorso di informazione, assemblee e mobilitazione a sostegno di tali scelte". |