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Una famiglia italiana su tre ha difficoltà economiche, tanto che basta una spesa imprevista di 600 euro per metterle seriamente in crisi. Nel 14 per cento dei casi, non si arriva neppure a fine mese. Quanto al reddito medio, un nucleo su due vive con meno di 1.900 euro al mese. È quanto emerge dall'indagine sulla distribuzione del reddito e sulle condizioni di vita in Italia condotta dall'Istat.
Secondo il dossier, in almeno un'occasione, nel 2006, il 9,3 per cento delle famiglie si è trovato in arretrato con le bollette; il 4,2 per cento non ha avuto i soldi per comprare il cibo necessario; il 10,4 per cento per pagare le spese mediche; il 16,8 per comprare vestiti necessari e il 10,4 per riscaldare adeguatamente la propria casa. Le famiglie residenti in Italia, si legge nel rapporto, hanno percepito un reddito netto, esclusi i fitti imputati, pari in media a 27.736 euro, circa 2.311 euro al mese. Tuttavia, la maggioranza delle famiglie (61 per cento) ha conseguito un reddito inferiore all'importo medio, a causa della distribuzione diseguale dei redditi.
Il reddito netto familiare mediano, spiega l'Istat, cresce all'aumentare del numero dei componenti della famiglia, dipendendo soprattutto dal numero dei percettori e dalla tipologia della fonte principale di entrata: nel 2005 il reddito mediano delle famiglie con un solo percettore è stato pari a 14.231 euro, rispetto ai 42.299 euro delle famiglie con tre o più percettori. Stanno meglio, ma non molto, i nuclei con redditi prevalenti da lavoro autonomo: il 50 per cento di essi ha guadagnato nel 2005 circa 28.242 euro l'anno, cioè 2.354 euro al mese.
I risultati dell'indagine confermano poi l'esistenza di un profondo divario territoriale: il reddito medio delle famiglie che vivono nel Sud e Isole è infatti pari a circa il 70 per cento di quello delle famiglie residenti al Nord. Ed è inferiore al dato nazionale in tutte le regioni meridionali e insulari, mentre risulta superiore in tutto il Centro-Nord, ad eccezione della Liguria. I nuclei più ricchi si trovano nelle province autonome di Trento e di Bolzano (oltre 27.000 euro), seguiti dalla Lombardia con 25.840 euro. Il reddito più basso si osserva invece in Sicilia (16.658 euro).
Le differenze territoriali risultano ancora più evidenti se nel calcolo del reddito si tiene conto degli affitti imputati. In questo caso, infatti, il divario fra il reddito familiare mediano del Nord e quello del Sud risulta di circa 9.000 euro, mentre in assenza dei fitti imputati la differenza è pari a circa 6.500 euro.
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