Data: 19/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
I sindacati sui salari: senza risposte sarà sciopero. L'ultimatum ha una data: 15 febbraio. Il governo: «Lavoriamo per scongiurarlo»

Metalmeccanici, continuano i blocchi di autostrade e ferrovie. Il ministro Damiano: «Sono ottimista, vertenza al rush finale nel weekend»

ROMA. Su fisco, redditi e contratti il sindacato si prepara alla mobilitazione. Se non arriveranno a breve risposte precise del governo Cgil, Cisl e Uil hanno pronta per il 15 febbraio la prima reazione: una giornata di mobilitazione, fino allo sciopero generale. Da tempo il sindacato ha infatti lanciato l'allarme sulla situazione dei salari: «non passa giorno in cui non ci siano conferme su quella che è la reale situazione dei redditi» ricorda infatti il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
Dal canto suo, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, avverte che il sindacato si attende risposte entro la fine di gennaio e «se la discussione sulla vertenza salari non procederà» lo sciopero è assicurato. Anche perchè, avverte il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, il sindacato non è disposto ad «aspettare i tempi del ministro dell'Economia. Devono venire al tavolo e dirci che ci sarà una riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente e pensioni. Questo è l'unico atto che potrà fermare lo sciopero generale il 15 febbraio».
Nella stessa serata di ieri è arrivata la replica di Palazzo Chigi: si sta lavorando per superare il rischio di uno sciopero generale. Nel consueto briefing serale, fonti della presidenza del consiglio hanno inoltre sottolineato che a fine mese partiranno i cinque tavoli di concertazione annunciati dal sottosegretario Enrico Letta. I sindacati dal governo si attendono «uno scatto di iniziativa», e «solo un confronto di merito» su questa emergenza, che tarda ad arrivare, potrà evitare lo scontro. Anche perchè, dice Epifani, quello che il sindacato chiede da subito è «una decisione politica sulle detrazioni, in modo da recuperare il fiscal drag, e sul bonus fiscale per i figli». Le risorse, insomma, potranno arrivare anche dopo la trimestrale di cassa; l'importante, ha detto il leader della Cgil, è che «a giugno le risorse devono essere nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati». Il resto potrà avvenire nella manovra finanziaria di fine anno, così come si potrà iniziare a discutere dei capitoli che riguardano il lavoro sui cinque tavoli di confronto con le parti sociali proposto dal Governo. «Siamo pronti a rispondere a tutto, ma il Governo deve rispondere prima a quelle che sono le nostre priorità», ha detto ancora Epifani mentre anche il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, ha chiesto che i cinque tavoli annunciati da Palazzo Chigi riconducano «ad un'unica e sinergica azione di intervento per evitare misure tampone e garantire soluzioni strutturali al progressivo impoverimento dei salari».
Sul fronte dei metalmeccanici, mentre anche ieri sono proseguite le manifestazioni di protesta delle tute blu con blocchi di strade, autostrade e ferrovie in diverse parti del Paese, il ministro del Lavoro si è detto ottimista sun una conclusione ravvicinata. «Sono ottimista di natura - ha detto Cesare Damiano - Sul Welfare ero ottimista. Credo nella ragione e nel dialogo. L'obiettivo è arrivare a vedere se domenica si fa il passo».

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