|
Proposta dei Ds: la stazione di Castel di Sangro potrebbe fare da raccordo con la linea delle Fs CASTEL DI SANGRO. Utilizzare le risorse del Docup, o almeno una parte dei 24 milioni di euro, per un intervento strategico per l'intero Abruzzo: l'ammodernamento della rete ferroviaria con il raccordo dei tracciati e la riunificazione delle stazioni in Castel di Sangro tra la ferrovia Sangritana e le ferrovie dello Stato. Insomma, creare un nuovo asse di collegamento mare-monti che avrebbe allo stesso tempo grandi ricadute sull'economia turistica non meno che su quella industriale. E' questo il succo della proposta dei Ds dell'Alto Sangro, che riprende quella della Quercia dell'area Peligna. Il progetto è stato illustrato dalla segretaria territoriale Erminia Scioli, che sollecita la Regione per evitare che «alla prossima riunione del comitato di sorveglianza sul Docup, il commissario europeo non decida di trasferire altrove le risorse». Insomma, in fattore tempo si fa stringente e siccome trasferire i fondi in altre aree (Gran Sasso? Campo Felice?) rischierebbe di scatenare una vera rivolta nell'area sangrina, ci si chiede perché non puntare su «interventi fattibili, compatibili con quanto previsto dall'Unione europea e in linea con l'obiettivo di una politica di sviluppo, di valorizzazione e riqualificazione anche delle aree interne. Castel di Sangro è un bivio in cui si incontrano due stazioni: una delle Ferrovie dello Stato e l'altra della Sangritana. Il progetto» ricorda la Scioli, «che prevede il raccordo dei due tracciati con l'unificazione delle stazioni è fermo da anni. Fin dal 1996 viene valutato un importante collegamento tra Tirreno e Adriatico. Finanziato con 22 miliardi di lire con il D.I. 1340 del 13.05.99, riconosciuto "strategico, assolutamente necessario", nella conferenza dei servizi presieduta dal sottosegretario Sospiri è rimasto al palo». Ma la logica delle «Grandi opere» ha poi penalizzato un intervento che potrebbe «migliorare i collegamenti tra i nuclei industriali di Val di Sangro e Valle Peligna con la creazione di importanti sinergie di sviluppo con ricadute occupazionali evidenti», sottolinea la segretaria Ds. Ma non meno evidenti potrebbe essere il contributo al turismo. «La realizzazione di questa preziosa infrastruttura», aggiunge la Scioli, «è in connessione con un sistema di trasporto locale che migliori l'accesso ai due parchi (Pnalm e Majella) e agli impianti sciistici e rappresenta un investimento oculato ma nel contempo rivolto a migliorare le esigenze socio-economiche della popolazione». E si potrebbe poi investire le restanti risorse in strutture interne (collegamento Scanno-Roccaraso, viabilità nell'area Pnalm, ecc.) per esaltarne le potenzialità. «Questo progetto è attendibile sul piano finanziario perchè i partner privati ci sono (Fas, Fs, Enti Parco) e dal punto di vista amministrativo esistono gli elaborati tecnici esecutivi. Ora», conclude la Scioli, «chiediamo alla politica di pronunciarsi». |