Data: 21/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Assunzioni, scontro sui precari. La Regione decide oggi sui contratti a termine. Delibera top-segret

Frullo (Uil-Flp): «Posto fisso a chi ne ha diritto e nel rispetto della legge Finanziaria»

PESCARA. «L'assessore ha fatto battere la delibera nel suo studio fino a segretarla». E' la voce che da una settimana circolava tra gli uffici della giunta regionale. La delibera è quella che dovrebbe essere portata oggi in giunta e riguarda la stabilizzazione del personale precario.
Tanta riservatezza da parte dell'assessore regionale al personale, Giovanni D'Amico, è dovuta alle polemiche che ruotano attorno ad un provvedimento che ha suscitato accuse e risentimenti negli stessi uffici regionali, con il sospetto che la stabilizzazione riguardi non solo chi ha maturato il diritto al posto fisso, dopo anni di gavetta e precariato, ma anche molti altri giovani per meriti però di parentela. Riservatezza ancora maggiore, inoltre, viene tenuta dalla Regione anche sul numero di lavoratori da sistemare a posto fisso. Ad esempio non è chiaro se la giunta assumerà solo giovani con contratti a tempo determinato, i Co.co.co. oppure anche quelli a Progetto, o, ancora, i lavoratori precari degli enti strumentali regionali. Se poi passa questa ultima ipotesi sarebbero oltre un migliaio le persone che da precari saranno stabilizzate. Solo due esempi: i lavoratori dell'Agenzia per la tutela dell'ambiente (Arta), e delle Asl, raggiungerebbero un numero pari a mille, che secondo molti farebbe vacillare le dissestate casse regionali.
Sul tema personale e assunzioni la Uil Funzione pubblica ha tenuto una lunga riunione regionale per definire una linea ed è stata ribadita quella della durezza. «Noi siamo stati favorevoli alla stabilizzazione dei precari ma secondo le regole sia fissate dalla Finanziaria sia quelle dell'accordo che l'assessore Giovanni D'Amico ha sottoscritto il 30 luglio e ratificato dalla giunta il sette settembre 2007», fa presente Fabio Frullo, segretario regionale della Uil Funzione pubblica, «questo accordo prevedeva il riordino dell'ente con concorsi interni per la riqualifiacazione del personale, concorsi che mancano da 10 anni e, in secondo luogo, la stabilizzazione dei precari. Successivamente l'assessore ha ribaltato le priorità e presentato in Consiglio una proposta che disciplinava prima la stabilizzazione dei precari, ed accennava appena alle procedure di riqualificazione dei dipendenti. La Uil prese una posizione critica perchè l'impegno dell'assessore con le organizzazioni sindacali era stato totalmente disatteso».
Sul futuro, ad iniziare dalle scelte di oggi, la Uil non eleva barricate ma pone condizioni.
«Noi vogliamo una proposta di legge condivisa da tutti i sindacati», dice Frullo, «prima bisogna risolvere il nodo della riqualificazione interna, poi aprire la strada alle giuste aspettative del personale precario che potrà accedere alla stabilizzazione a condizione che ci siano requisiti previsti dalla legge e secondo le regole dettante per l'accesso agli enti pubblici. E che si rispetti la pianta di stabilizzazione progressiva, nell'ambito del fabbisogno anni 2008-10»

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