Data: 25/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Non moriremo sotto i debiti della sanità» Del Turco: incontro con Prodi e Marini L'impegno a dare più sostegni all'Abruzzo

PESCARA. «Il Governo nazionale, il presidente Prodi e il ministro Padoa Schioppa sentono il bisogno di sostenere la nostra aspirazione a non morire sotto i debiti della sanità, ma a trasformare questo processo di risanamento in una grande occasione di sviluppo». Ottaviano Del Turco presidente della giunta regionale racconta così l'incontro tenuto mercoledì sera a Roma a Palazzo Giustiniani con il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente del Senato Franco Marini e il ministro dell'economia Padoa Schioppa. Appuntamento preso da tempo per parlare di questioni abruzzesi, ma reso più significativo per le ore difficili attraversate del governo.
Presidente Del Turco quali sono stati i temi che avete discusso con i presidenti Prodi e Marini, e con il ministro Padoa Schioppa?
«Si sono esaminate le conseguenze provocate delle politiche passate. Dalla mancanza di rigore che hanno prodotto in Abruzzo un debito sbalorditivo nella sanità. Il giudizio che ha dato il governo sui disastri è un giudizio che pesa ancora sulla vita della nostra regione. I conti sono i conti, l'aritmetica e i numeri con la loro neutralità non tengono conto del passare delle legislature e delle maggioranze. Il risultato della politica sanitaria è stato un disastro amministrativo e, anche, qualcosa di peggio. Lazio e Abruzzo sono state le Regioni che hanno prodotto i risultati più nefasti dal punto di vista delle logiche di bilancio. Due uomini di esperienza europea come Prodi e Padoa Schioppa, hanno fatto presente che, osservata dal punto di vista delle regole della buona amministrazione, i conti ereditati da questa esperienza fanno accapponare la pelle».
Questo per il passato, che lei attribuisce in buona parte al governo di centrodestra. Per il futuro cosa dobbiamo aspettarci?
«Siamo partiti da quì perchè ho chiesto a Prodi di non riservare all'Abruzzo lo stesso trattamento che è stato riservato a lui. A lui tocca risanare i conti sfasciati dello Stato e, a noi tocca risanare i conti sfasciati della Regione, ma in questo processo per lui come per noi, la parte del pubblico ministero viene svolta da partiti che hanno qualche responsabilità in questo sfascio. Siamo partiti da queste osservazioni per affrontare le conseguenze che la politica di rigore imposta a tutte le regioni può avere sulle possbilità di ripresa e di viluppo della nostra economia».
Lei presidente Del Turco cosa ha chiesto a Prodi?
«Che l'intero Stato deve farsi carico di Regioni che hanno imboccato la via giusta per risanare i propri bilanci. Una volta verificata, come sta verificando la nostra lealtà con le regole della buona amministrazione, il Governo sente il bisogno di sostenere la nostra aspirazione a non morire di debiti, ma a trasformare questo processo di risanamento in una grande occasione di sviluppo».
La crisi di Governo non rischia di far cadere tutto, gli impegni e le promesse?
«Naturalmente non abbiamo mai parlato delle conseguenze che potrebbe avere la crisi. Abbiamo detto le vie che il Governo intendeva seguire per rendere credibile questo aiuto»
Quali sono quelle perseguibili?
«Diverse, ad esempio: lo Stato italiano ha rimesso in ordine i suoi conti e questo sta producendo un effetto straordinariamente benefico sul rating del nostro paese. Lo Stato italiano paga meno interessi. Le Regioni, invece, sono costrette a pagare un rating che risente del disordine amministrativo ereditato. Ho fatto osservare al ministro Padoa Schioppa che questo poteva essere una via che costituiva un punto di riferimento importante per sostenere le ragioni del nostro bilancio».
In che modo?
«Noi paghiamo un rateo di intessi spaventoso. Ridurre il peso di questi interessi vuol dire liberare risorse da destinare all'innovazione, allo sviluppo, a nuove infrastrutture, puntare sullo sviluppo. Questo è stato il senso del ragionamento, che sarà allargato anche ad altri ambiti e leggi che possono produrre finanziamenti importanti per la nostra terra. Una serie di possiblità che saranno esplorate tecnicamente dal Ministero dell'economia, dalla presidenza del Consiglio e dalla Regione Abruzzo. Prodi e Padoa Schioppa hanno dichiarato la loro attenzione e disponbibilità a percorrere la strada indicata da questo comitato».
Cosa ha detto a Prodi mercoledì sera dopo il voto al Senato?
«La cosa che più mi ha colpito e che un giornale inglese che in questi anni ha maltratto Prodi senza la proverbiale flemma britannica, ha scelto la data di ieri per far osservare a tutta l'Europa che il vero miracolo delle economie della Comunità è costituito dal risanamento dei conti dell'Italia. Ho fatto osservare a Prodi che il Financian Times, ogni volta che lo ha attaccato finiva su tutte le prime pagine dei giornali italiani. Stavolta per averne parlato bene, e per avere difeso la sua coerente politica economica, è stato manifestatamente oscurato e censurato. Mai i fatti, diceva un grande esponente della politica, hanno la memoria lunga. Ho ricordato questa frase di Pietro Nenni quando ho salutato Prodi dopo due ore e mezza di discussione. Mentre ora, mentre lei mi intervista, è in corso il dibattito al Senato, comunque vada io non dimenticherò mai che nelle ore più delicate della sua storia politica, il presidente Prodi ha mantenuto l'impegno. Un impegno a cui poteva sottrarsi senza alcun problema e, per due ore e mezza, ha parlato della nostra terra, mostrando una conoscenza delle cose e una disponibilità ad aiutarci a risolvere i nostri problemi. Comunque vada non lo dimenticherò mai».
Nessun accenno alla politica, al futuro della coalizione e delle alleanze. Al Partito democratico?
«Nessuno crederebbe che quattro persone che si incontrano dopo la fiducia della Camera è alla vigilia del confronto al Senato, osservano il rito del silenzio sulla politica. Ma questa è materia in cui vale la lealtà tra interlocutori che si rispettano. Le opinioni politiche le abbiamo espresse in modo chiaro ma mi sento legato all'obbligo di lealtà e, dunque, questa è una parte del colloquio su cui è giusto che io taccia».
Il presidente Franco Marini, cosa ha detto o, cosa lei presidente Del Turco ha detto a lui?
«Io desidero riangraziare il presidente Marini per avermi aiutato a realizzare l'incontro, ad ospitarci ed offrire vino abruzzese ai nostri ospiti. Ho sempre pensato che la sua elezione alla presidenza del Senato rappresentava una grande opportunità per la nostra regione. Non avevo bisogno dell'incontro di ieri per averne una conferma».

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