Data: 25/01/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Famiglie, arrivare a fine mese è un dramma. Di Cesare (Cgil): «In Abruzzo redditi più bassi, crolla il potere d'acquisto»

Indagine Ires. Rincari dei prezzi, stipendi magri, lavoro precario: è un quadro a tinte fosche quello che svela il sindacato

PESCARA - Crescono gli occupati ma non i redditi, per di più falcidiati dai rincari su servizi e generi alimentari. Allarmante, anche per l'Abruzzo, il quadro su occupazione e potere d'acquisto delle famiglie tracciato ieri mattina dai vertici locali e nazionali dell'Ires-Cgil, sulla base dei dati nazionali 2002-2007.
«Nella nostra regione, a fronte di un aumento degli occupati -spiega Gianni Di Cesare, segretario generale Cgil Abruzzo- , negli ultimi anni c'è stato un abbattimento del reddito di tre punti percentuali: si è passati dall'85 all'82% rispetto alla media europea». E a soffrire di più sono oggi soprattutto i giovani, le donne e gli immigrati. «In Abruzzo ci sono oltre 60mila impiegati con contratti di collaborazione e stipendi che oscillano tra i 600 e i 700 euro al mese -precisa Antonio D'Orazio, direttore regionale dell'Ires- Sono i giovani, le donne e gli immigrati a pagare il prezzo più salato di un mercato del lavoro in evidente difficoltà». Mentre si è andata sempre più allargando la forbice sociale.
«Il Paese è diviso in due per quanto riguarda il potere d'acquisto delle famiglie: dal 2002 al 2007 quello degli imprenditori e dei liberi professionisti è aumentato di 11.984 euro l'anno -ha avvertito il presidente nazionale dell'Ires Agostino Megale- mentre il potere d'acquisto degli operai è sceso di 2.592 euro e gli impiegati hanno perso 3.047 euro: le retribuzioni dei dirigenti sono cresciute di 6 punti in più rispetto agli stipendi dei lavoratori dipendenti, sui quali peraltro grava il 90% del gettito fiscale».
Rinnovo dei contratti nazionali (sono oltre otto milioni, in Italia, i lavoratori in attesa di rinnovo contrattuale) e contrattazione a livello locale e aziendale per restituire agli stipendi il loro potere d'acquisto. Ma si fa più ambiziosa la strategia messa sul tavolo di lavoro dalla Cgil-Abruzzo. «Avvieremo una piattaforma sindacale per chiedere alla Regione interventi concreti in vista di un'equità e una redistribuzione del reddito, per ridurre la forbice nel potere d'acquisto che si è creata tra imprenditori e lavoratori dipendenti -ha detto Gianni Di Cesare- Inoltre Cgil, Cisl e Uil si batteranno per una riduzione delle tariffe sui trasporti e sulle bollette (acqua, gas, luce), possibile attraverso una razionalizzazione degli enti strumentali. Ma ci mobiliteremo anche sul fronte dell'istruzione, perché sia garantito a tutti il diritto allo studio. Occorre poi che sia intensificata la lotta all'evasione fiscale e che si ristrutturi il fronte sanità, che assorbe quasi tutte le entrate fiscali della regione».




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