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Si diffonde il pessimismo: in un anno è cresciuta del 20% la sfiducia sul quadro economico ROMA. Soltanto una famiglia su tre riesce ad arrivare al 27 del mese, sono oltre cinque milioni quelle povere e venti milioni i lavoratori sottopagati. Così non c'è da stupirsi se l'indebitamento dilaga e se un italiano su quattro paga a rate anche visite mediche e libri di scuola. Quello tracciato dall'Eurispes nel Rapporto Italia 2008 è l'impietoso ritratto di un Paese che in un solo anno ha visto la situazione economica peggiorare per la metà delle famiglie e che ha toccato il fondo del pessimismo. Solo 1 su 3 ce la fa. Solo poco più di un terzo delle famiglie (38,2%) riesce ad arrivare alla fine del mese, contro il 52,6% del 2007. E in un anno è raddoppiata (dal 5% al 10%) la percentuale di quelle che ricorrono a prestiti. In pochissimi riescono a risparmiare: il 13,6% contro il 25,8% del 2007. Intanto il totale delle persone povere e di quelle a rischio è allarmante: 5.100.000 nuclei, il 23% delle famiglie e più di 15 milioni di individui di cui quasi 3 milioni hanno meno di 18 anni. Di conseguenza il pessimismo tocca i livelli più bassi degli ultimi 6 anni: il 69,5% nel 2008 contro il 51,9% nel 2007 vede negativamente il quadro economico nazionale. Prezzi «da tedeschi». Il consumatore ha la percezione di avere «prezzi tedeschi e redditi greci». Secondo il 90,3% i prezzi sono aumentati: soprattutto il carburante (95,5%) e i beni alimentari (94,5%), ma anche le case, i ristoranti, i trasporti, la scuola e il vestiario. Così si taglia il tagliabile (dai pasti fuori casa alle vacanze), si rinuncia alla dieta mediterranea comprando meno pane e meno pasta e si punta su qualità e biologico. 1 su 4 compra a rate. Nel primo semestre 2007 i debiti delle famiglie sono cresciuti del 9,9% rispetto al 2006 solo per necessità. In valori percentuali è il credito al consumo a registrare il maggiore aumento (+17,6%) e vi ricorre un italiano su quattro: il 44,2% per scarsa liquidità e il 19,7% perchè non ha altra scelta. Il 67,9% aspetta poi i saldi, il 55,2% cambia marca per la convenienza, il 64,4% compra vestiti negli outlet e il 54,8% fa la spesa nei discount. Venti milioni i sottopagati. Sono oltre 20 milioni i lavoratori sottopagati. I salari sono inferiori del 10% rispetto alla Germania, del 20% rispetto al Regno Unito, del 25% rispetto alla Francia e in ogni caso «sono tra i più bassi in Europa». Nasce così la categoria dei «working poors», lavoratori poveri, che pur avendo una occupazione hanno un tenore di vita quasi da disoccupato. I precari sono poi 1,5 milioni con redditi medi di 15 mila euro annui e il 58% non supera i 10 mila euro. «Mammoni» per necessità. L'occupazione è in calo dello 0,4% e questo, insieme ai salari bassi, spiega il «mammismo» dei giovani (in 7 milioni tra i 18 e i 34 anni vivono ancora in casa): solo il 40% dei 20-25enni ha un lavoro, contro il 60% del resto d'Europa. E è boom del sommerso. Il sommerso cresce e arriva al 35% del Pil ufficiale: 549 miliardi di euro nel 2007 con ben 6 milioni i doppiolavoristi, «stakanovisti» per sopravvivere. Il 54,6% dell'economia non osservata è rappresentato dal lavoro sommerso, il 28,4% dall'evasione fiscale di aziende e il 16,9% dalla economia «informale». E se si aggiunge l'economia criminale, che incide sul Pil di almeno l'11%, si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la metà della ricchezza prodotta ufficialmente. |