Data: 27/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ial Cisl e formazione professionale: primi interrogatori, lavoratori in cassa integrazione. Conti truccati, s'indaga sui soldi finiti ai partiti

PESCARA. Interrogatori e sequestri. Si muove su due fronti l'inchiesta della procura della Repubblica sui conti dello Ial-Cisl Abruzzo dove è stato scoperto un «buco» nel bilancio di 16 milioni. Nel mirino i soldi per la formazione professionale che potrebbero essere finiti ai partiti.
Dopo il blitz di due giorni fa nella sede di via Aterno, dove sono stati sequestrati centinaia di faldoni, i finanzieri, su delega del pm Andrea Papalia, hanno cominciato a interrogare alcuni personaggi legati alla gestione dei corsi. Sindacalisti, dirigenti, funzionari. Non si conosce il numero degli indagati. Alcuni sono stati ascoltati come persone informate dei fatti. Dalle deposizioni sarebbe emerso lo «strapotere» di cui godevano gli amministratori. «Un dominio su cui nessuno ha controllato», ammette un ex componente, che vuole restare anonimo.
GLI AMMANCHI. L'attività dello Ial in Abruzzo, che per statuto organizza corsi di formazione «culturale, professionale e sociale», favorendo «l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e delle categorie svantaggiate», comincia a scricchiolare nel 2006. L'allarme lo lanciano corsisti e docenti, che non vengono pagati per le ore di lezione seguite e prestate. A dicembre il segretario regionale Cisl Maurizio Spina allerta il segretario nazionale Ial Graziano Trerè evidenziando «preoccupazione» sui conti della struttura regionale, che gode di autonomia finanziaria e gestionale «completa e assoluta», in capo all'amministratore delegato. Il revisori hanno difficoltà ad approvare il bilancio. A gennaio 2007 scatta l'ispezione amministrativa. Emerge subito la «mancanza di una gestione contabile corretta». L'ispezione si conclude con la relazione che certifica i 16 milioni di debiti, con un'ipotesi creditoria nei confronti della Regione per 4 milioni. Neppure l'ispezione capisce dove siano finiti i soldi. Si parla di possibili finanziamenti a partiti o associazioni sportive. Dopo un passaggio nelle mani di un reggente, a maggio 2007 ecco il commissario, il commercialista romano Pietro Evangelista. Lo Ial nazionale, dopo un vertice romano con la Cisl, manda l'esposto in procura.
GLI AMMINISTRATORI. Sotto esame finisce la gestione a cavallo tra gli anni 2000 e 2006. In questo periodo si sono succeduti come amministratori delegati Francesco Gizzi (2000-2004) e Bruno Colombini (2004-2006). Quest'ultimo, dopo aver gestito una precedente fase di commissariamento dello stesso istituto, è tornato in Abruzzo dopo aver rivestito lo stesso ruolo in altre regioni.
LA REGIONE. L'ente, tra i più generosi «erogatori» di finanziamenti, era in attesa della rendicontazione dei soldi anticipati. Lo Ial tenta di proseguire l'attività cercando, nel contempo, di cominciare a pagare i creditori: Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, ma anche privati, banche e fornitori, docenti e professionisti. Il commissario, tuttavia, non trova i giustificativi di spesa a fronte dei 4 milioni di crediti vantati. Ma dalla Regione arrivano nuovi soldi, dopo che il commissario ottiene la dilazione dei debiti che dà il via libera al documento di regolarità per riottenere l'accreditamento. Ma l'attività è paralizzata.
I LAVORATORI. Ventidue dei 28 dipendenti possono fruire degli ammortizzatori sociali. È scattata la cassa integrazione a rotazione. Sei unità sono da reimpiegare. Restano «scoperti» 15 contrattisti a progetto.

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