Data: 27/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Bloccate la Mare-monti» Ricorso contro la strada «Danneggia la mia casa»

PENNE. Un nuovo ricorso amministrativo pende sul destino della Mare-monti. Un cittadino, proprietario di un terreno espropriato, ha infatti presentato un ricorso al Tar per la lesione di un interesse legittimo legata alla costruzione di uno dei viadotti della strada, che passerà sulla sua abitazione. I giudici amministrativi si pronunceranno il 7 febbraio sulla richiesta di sospensiva dei lavori.
I lavori, intanto, proseguono velocemente: le ruspe dell'impresa Toto Costruzioni Spa hanno iniziato a scavare il tracciato di circa tre chilometri e mezzo, individuato tra Colle Formica e Ponte di Sant'Antonio. Saranno costruiti due viadotti e una galleria artificiale, all'altezza degli impianti sportivi, di 80 metri. Il Tar di Pescara, che già un anno fa è intervenuto sulla ingarbugliata vicenda della Mare-monti, è chiamato ancora una volta a "scrutinare" l'intrigata materia amministrativa che avvolge i procedimenti di esproprio e il piano regolatore di Penne. Secondo il ricorso presentato da Fabrizio Marchionne, difeso dall'avvocato Follieri, il procedimento amministrativo sarebbe viziato e violerebbe, contestualmente, interessi legittimi.
Nella fattispecie, il lungo viadotto previsto dalla variante al progetto iniziale, che sarà costruito sopra l'abitazione del cittadino (il Comune, peraltro, gli ha rilasciato recentemente anche una concessione edilizia per l'ampliamento dell'immobile) arrecherebbe «un danno immediato, reale e concreto».
La strada inoltre lambisce i confini dell'Oasi regionale del Wwf "Lago di Penne", ma per gli esperti questo progetto, corretto successivamente da una variante, non configurerebbe alcun danno ambientale.
Non è d'accordo l'ex assessore regionale all'Ecologia, Angelo Tontodimma, il quale, in un recente approfondimento giornalistico, ha bocciato la costruzione della Mare-monti. «Un'opera dall'impatto visivo e paesaggistico, a parere di molti, fortemente deturpante», scrive il professor Tontodimamma, ex dirigente dei Verdi. «Se le scelte fossero guidate da un'analisi costi-benefici, come l'Unione Europea raccomanda da tempo, quei fondi dovrebbero essere utilizzati per cercare di velocizzare al massimo il percorso Penne-Pescara», dice l'ex assessore regionale, «e per dare il massimo possibile di benefici anche agli altri abitanti dei Comuni limitrofi. La razionalità, purtroppo, non abita da queste parti. Ancora una volta si sceglie di privilegiare le ragioni del localismo. I cittadini di Penne e dei comuni pedemontani, nel frattempo, continueranno ad aspettare un collegamento veloce con la costa. Per altri trent'anni? Per il momento, nel caso l'opera dovesse essere realizzata, si ritroveranno solo un bel viadotto, da località Campetto a Contrada Carmine, privo di sbocchi e collegamenti con arterie veloci e dalla bassissima utilità».
La Provincia di Pescara, infine, ha già iniziato a progettare il secondo lotto della Mare-monti: da Passo Cordone a Montesilvano. Questa, però, è un'altra storia perché non ci sono i fondi.

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