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L'AQUILA. Infuriano le polemiche sulle "soluzioni-tampone" adottate dall'amministrazione comunale per far fronte all'emergenza che si è creata con la chiusura al traffico di via Roma. I rappresentanti del comitato di quartiere bocciano la proposta del cambio di senso di marcia in via dell'Annunziata. «Non risolve il problema dell'accesso nella parte centrale di via Roma, che resta isolata» afferma il comitato, che torna a sollecitare «l'abolizione delle Ztl». Intanto, la prefettura ha inviato una nota al Comune, agli assessorati al Traffico e alle Opere pubbliche, in particolare, chiedendo chiarimenti in merito al transito e all'accesso dei disabili nella zona interessata dai lavori della metropolitana. Dopo il diniego dell'assessore al Traffico, Alfonso Tiberi, che ha definitivamente scartato l'ipotesi di "annullare" le Zone a traffico limitato in piazza San Pietro e piazza San Domenico, fino a completamento dell'opera, quando poi verrà chiuso l'intero centro storico, i residenti e i commercianti di via Roma tornano all'attacco. «Il sindaco Tempesta, in prima persona», sostiene Andreina Pellegrini, «aveva dato garanzie, nell'ultima riunione, sull'apertura al transito di piazza San Domenico, dove è stato installato il dissuasore, e di piazza San Pietro, considerata Zona a traffico limitato. Questo per evitare ulteriori penalizzazioni dei commercianti e per favorire l'accesso alle abitazioni dei residenti». Secondo il Comitato San Pietro a Coppito «l'amministrazione ha fatto marcia indietro per evitare il rimborso delle tasse per i permessi di accesso alle Ztl e le spese del transponder. E così noi ci entriamo contromano e senza autorizzazione». L'annunciato provvedimento di apertura di via dell'Annunziata, da via Sallustio verso via Roma in salita, non soddisfa i residenti, perché non risolve il loro problema. «Il transito nelle Zone a traffico limitato senza autorizzazione», sottolinea la Pellegrini, «è attualmente l'unico modo per raggiungere via Roma. Se dovesse accadere un incidente, sarà il Comune a rispondere». Ma ci sono anche i residenti delle Ztl, che protestano per una eventuale riapertura: «C'è chi ha speso anche 250 euro: ce li rimborserà il Comune? Quando le strade si chiudono al traffico, in nessuna città vengono riaperte. È questione di civiltà, di cultura. Inoltre, se a San DOmenico e a San Pietro vengono a parcheggiare (perché poi di questo si tratta), noi residenti di quella zona dove andiamo? Il Comune, invece, potrebbe mettere a disposizione spazi nelle soste a pagamento, lungo il viale o in via Sallustio, zono molto vicine, e i residenti e commercianti si fanno quattro passi in più. Perché questo non viene proposto? Tutti quelli che parlano e voglio entrare nelle Ztl», dicono i residenti, «non hanno pagato un centesimo. Ma non dobbiamo farci la guerra "tra poveri", perché il vero "colpevole" è il Comune, che da mesi, anzi, da anni, sapeva che in via Roma ci sarebbero stati i lavori per la metro e non ha pensato a creare percorsi alternativi». |