Data: 27/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Aree di risulta, la Regione esce allo scoperto. L'assessore Caramanico: «Finanziamenti tagliati per far quadrare il bilancio»

LANCIANO. «I soldi destinati all'acquisto delle aree di risulta dell'ex tracciato ferroviario e all'istituzione delle quattro riserve naturali della costa teatina non sono stati inseriti in bilancio. I sindaci hanno ragione, ma la nostra non è stata una scelta politica. E' stata dettata dalla necessità di pareggiare i conti e adottare tagli».
L'assessore regionale all'Ambiente, Franco Caramanico (Sinistra democratica), esce allo scoperto e ammette, amaramente, che è giustificato l'allarme lanciato dai sindaci Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Gianni Di Rito (Rocca San Giovanni) e Rocco Catenaro (San Vito) sulla cancellazione del milione e mezzo di euro destinato alle aree di risulta. «Abbiamo dovuto tagliare le spese», aggiunge Caramanico, «persino quelle destinate alle altre riserve abruzzesi. Ma il taglio è temporaneo perché alla prima occasione inseriremo i fondi in bilancio».
Nessuna data certa, quindi. Era il 24 novembre 2005 quando l'ultimo treno ha percorso la ferrovia adriatica. Da allora c'è stato un rincorrersi di parole, progetti e polemiche. E' sotto gli occhi di tutti lo stato di degrado dei 42 chilometri di costa che da Ortona si snodano fino a San Salvo. Una lingua di terra abbandonata, piena di rovi, erbacce, sporcizia. Non un bel biglietto da visita per i turisti che d'estate affollano la riviera.
«Ma non sarà così per molto», assicura il presidente della Provincia, Tommaso Coletti, che replica ai sindaci: «E' in fase di progettazione la pista ciclabile che sorgerà sul terreno del tracciato. I lavori inizieranno quest'estate». La Provincia sta inoltre progettando il piano regolatore della costa teatina. «Abbiamo stanziato 150mila euro per la parcella dei professionisti, scelti con le amministrazioni comunali», aggiunge Coletti. Per il presidente della Provincia sono quindi infondati i timori dei tre sindaci: «Non potranno esserci speculazioni perché ci sono vincoli precisi». Pronta la risposta anche sulla questione dei finanziamenti. «La finanziaria nazionale stanzia 2milioni di euro per il recupero delle aree delle ferrovie dismesse. Abbiamo già inviato una lettera per richiedere un finanziamento in nostro favore. Ci sono poi i fondi Fas con cui la Regione finanzierà la pista ciclabile e altre opere da realizzare sul tracciato».
Anche per il senatore Giovanni Legnigni (Pd) è «infondato l'allarmismo dei sindaci. Le aree dismesse non possono essere appannaggio di privati o oggetto di attività speculative. La Finanziaria 2007 contiene una norma, da me proposta, che assicura il diritto di prelazione delle aree dismesse in favore dei Comuni e degli enti gestori delle aree protette». In quanto ai soldi, pure Legnini tira in ballo i due milioni di euro destinati dallo Stato alle aree ferroviarie dismesse. Insomma, ancora una volta si accendono discussioni e polemiche. A più di due anni dal passaggio dell'ultimo treno.

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