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ROMA. La Campania, una delle sei regioni interessate dall'aumento delle tasse ha escluso «nel modo più categorico incrementi di addizionali Irpef e Irap». «Per noi» ha detto il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante, «non c'è bisogno di aumenti. Una forzatura in questo senso sarebbe un errore». Domani le regioni incontreranno a Roma i rappresentanti dei ministeri dell'Economia e della Sanità. All'incontro con i rappresentanti del governo, ha spiegato Valiante «la Campania dirà che ha posto in essere una manovra che salda il debito al 31 dicembre 2005». Anche dalla Uil un «no secco agli aumenti automatici dell'Ire regionale (0,5%) e dell'Irap (1%), come manovra correttiva per coprire il deficit sanitario delle Regioni». Il segretario confederale Guglielmo Loy, spiega che il sindacato è contrario «ad aumenti delle tasse regionali» perchè comporterebbero, stima la Uil, un «incremento medio annuo di imposte di 85 euro per i lavoratori dipendenti e di 43 euro per i pensionati». Serve «subito un tavolo Governo, regioni, parti sociali». Il deficit sanitario delle Regioni «è una questione che va affrontata sia a livello nazionale sia a livello locale, anche attraverso momenti di aspro confronto», per trovare «soluzioni che non comportino aumenti per i lavoratori e i pensionati», dice Loy, «perchè nel nostro Paese c'è un'emergenza: la difesa del reddito». |