Data: 29/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Traffico merci da record, il porto di Vasto non basta più» Il comandante del Circomare si allinea agli imprenditori e sollecita i lavori

Ecco le priorità. Prolungamento della banchina est e delle ferrovia e ampliamento del molo di riva

VASTO. Punta Penna "scoppia". Lo sviluppo del porto ha superato ogni più rosea previsione. «L'aumento del traffico mercantile rende lo scalo istoniense troppo piccolo»: il comandante del Circomare, Ivan Savarese, fa il bilancio dell'attività dell'anno e definisce eccellente il volume dei traffici nel bacino istoniense. Ma non ha dubbi sul fatto che sia necessario «un adeguato ampliamento». «Nel 2007 sono arrivate 225 navi, le merci imbarcate e sbarcate hanno superato 600mila tonnellate, avere maggiore spazio a disposizione garantirebbe più sicurezza e più tranquillità ad operatori e spedizionieri», ripete il comandante. Il porto di Punta Penna si conferma scalo strategico e considerato dagli armatori perché in grado di ospitare mercantili anche di grosso tonnellaggio. «Poter utilizzare navi di grossa stazza fa risparmiare le imprese perché riduce il numero di viaggi. Punta Penna, grazie alla profondità, dei fondali può ospitare mercantili di grande tonnellaggio», spiega Savarese.
Nel 2007 le navi attraccate a Punta Penna hanno superato il milione e 150mila tonnellate di di stazza lorda. La società di navigazione Grimaldi e altre importanti imprese sono clienti affezionati dello scalo vastese. Ma lo spazio sulle banchine comincia ad essere insufficente.
«Per questo motivo si cerca di accelerare il più possibile il trasferimento delle merci scaricate alle imprese acquirenti», aggiunge il comandante. Accade sempre più spesso però che qualche nave deve restare in attesa fuori del porto perché le banchine sono piene. Sono sempre di più le grandi industrie che sollecitano il prolungamento della banchina di levante, l'allargamento del molo di riva ed il prolungamento della strada ferrata della ferrovia fino ai moli.
«Il potenziamento di Punta Penna diventa quindi un passaggio obbligato per sfruttare al meglio le potenzialità di questo bacino», insiste Savarese.
La "vivacità" del porto ha spinto l'autorità marittima a potenziare l'attività di controllo e vigilanza. Nel 2007 sono stati eseguiti 460 ispezioni a bordo dei mercantili, 104 le violazioni riscontrate e 24 al codice della navigazione, 267 sono invece stati i pescherecci controllati.
Nel bilancio del Circomare si contano anche 1.420 verifiche sul demanio e 1.157 controlli in materia ambientale e antinquinamento.

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