Data: 29/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Scandalo Ial, fu la Cisl a chiedere l'ispezione». Il segretario Spina difende l'operato del sindacato

PESCARA. La «bomba» Ial, la scuola di formazione professionale della Cisl finita nel mirino della Guardia di finanza per un «buco» di 16 milioni di euro, continua a fare rumore. Dopo la denuncia partita dalla segreteria nazionale del sindacato, è ora il segretario generale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, a fare sentire la sua voce sulla vicenda. L'ipotesi accusatoria è che gran parte di quei fondi sia servita a finanziare la politica e una squadra di calcio.
Spina (nella foto) esprime «profondo rammarico per le vicende che investono lo Ial regionale e conferma la propria fiducia nella magistratura, impegnata nell'indagine, conseguente all'esposto presentato dall'organizzazione, sulle cause che hanno determinato una grave situazione economica e finanziaria dell'Ente, individuandone le eventuali responsabilità personali».
La Cisl, prosegue Spina, «ritiene di aver fatto tutto quanto rientrasse nelle proprie responsabilità. Appena venuta a conoscenza di difficoltà nella conduzione dello Ial d'Abruzzo, Ente con proprio statuto e piena autonomia», spiega ancora il sindacalista, «ha richiesto allo Ial nazionale un'ispezione, attivata nel novembre 2006».
«Nel maggio 2007» ricorda ancora il segretario regionale della Cisl, «preso atto dell'esito dell'ispezione che ha fatto emergere una situazione economica dell'Ente assolutamente ingiustificabile, la Cisl Abruzzo, in pieno raccordo e sintonia con l'intera organizzazione, ha concordato con Cisl e Ial nazionale la nomina di un commissario straordinario e il contestuale esposto alla magistratura per denunciare le gravi irregolarità gestionali emerse dall'ispezione interna».
Le vicende economiche e giudiziarie che riguardano lo Ial d'Abruzzo, «oltre che recare un grave danno agli operatori e agli utenti dell'Ente» conclude il segretario generale Spina «offende le migliaia di delegati e quadri sindacali che ogni giorno si battono con serietà e sacrificio personale per la difesa dei diritti di lavoratori, pensionati, donne, giovani e immigrati».

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