Data: 06/06/2006
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Conti pubblici. Cgil, Cisl e Uil: no alla ricetta lacrime
e sangue

I sette mesi di lacrime e sangue ventilati dal ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, e la decisione di non rinegoziare con Bruxelles il rientro nel deficit pubblico, sono voci di una ricetta che non piace per nulla ai sindacati. Cgil, Cisl e Uil criticano la politica del rigore a tutti i costi dell'ex membro della Banca centrale europea sottolineando i rischi che comporta per il lavoro e per una ripresa economica che potrebbe essere stroncata da un'eccessiva rigidità, sopratutto se dovesse prendere corpo lo spettro di una manovra bis per l'aggiustamento dei conti.

L'allarme dei sindacati è omogeneo, anche se espresso in ordine sparso. Ieri è stato il segretario generale della Cisl a chiedere una dilazione dei tempi Ue, e alle parole di Bonanni fanno eco oggi quelle di Guglielmo Epifani, secondo il quale "il governo deve rinegoziare con Bruxelles i termini del rientro del deficit pubblico nei limiti imposti dal trattato di Maastricht, non si deve accontentare degli impegni presi dal vecchio ministro del vecchio governo. In caso contrario si aprono problemi troppo rilevanti che, secondo me, il paese non è in condizioni di sopportare'. Riguardo l'eventuale manovra-bis, il leader della Cgil ha detto che tutto 'dipende da cosa si decide con Bruxelles. Credo però si stia sottovalutando il rischio implicito di una manovra di rientro che corrisponda con quella definita dal governo precedente. A quel punto la ripresa diventerebbe a rischio: i tagli sociali insopportabili e il rispetto degli impegni fondamentali, e di altri, troverebbero il sindacato in una posizione molto critica".

Sul piede di guerra anche la Uil di Luigi Angeletti, che spiega: "il governo non ci ha ancora convocato. Penso che nei prossimi giorni sia probabile un incontro sui conti pubblici". Angeletti dice di aspettarsi "un incontro in cui il governo cominci a spiegarci qual è la sua idea, l'opinione che ha".

E poi si oppone a qualsiasi ipotesi di rinvio dei rinnovi dei contratti pubblici, ricordando che il sindacato ''non stara' a braccia conserte''. ''Sono preoccupato per i contratti pubblici - ha detto Angeletti a margine del congresso della Uilm - ma non vedo motivi per cui non si debbano rinnovare. Non siamo come nel '92, siamo molto meglio per fortuna''. A proposito dei rinnovi dei contratti pubblici scaduti da oltre cinque mesi, Angeletti ha detto che non e' possibile ''nessun rinvio anche temporaneo".

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