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ROMA - Mettere a budget la crisi di governo. Fino a questo punto il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, non era ancora arrivato. Certo, un buon amministratore delegato dovrebbe saper prevedere con anticipo i trend del mercato. Ma come prevedere che il Tesoro rimanesse senza inquilino (o con un inquilino senza poteri), proprio ora che Air France sta per presentare la sua offerta vincolante? Ora, ogni mese di rinvio vale oltre 30 milioni di perdite per Alitalia. Un buco che rischia di diventare una voragine nel campo delle infrastrutture se si pensa anche al rischio di stop sulla Tav. Perchè se non si procede a passo spedito sull'alta velocità della Torino-Lione rischiano di allontanarsi anche i finanziamenti europei: 671 milioni di euro. L'atteso appuntamento del 30 gennaio, a Palazzo Chigi, convocato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, doveva servire a esaminare il nuovo tracciato dell'opera. Ma ora è stato rinviato a data da destinarsi.E le risorse di Bruxelles, vincolate a delle scadenze precise, sono più che mai a rischio. Tornando all'Alitalia, invece, Prato ha detto in più di un'occasione che l'opzione Air France-Klm è l'ultima, «l'ultimissima spiaggia per la compagnia». Ha anche fatto intendere all'esecutivo che doveva fare in fretta, se non voleva passare alla storia per il governo che metteva agli atti il fallimento di Alitalia. Ora che la vendita della compagnia è appesa al filo di un governo che non c'è più, è ancora più chiaro che se Prato avesse potuto mettere a budget la crisi di governo, avrebbe dovuto mettere in conto un rischio che Alitalia non si può permettere, e cioè quello di prendere altro tempo. La ragione è nei numeri. Numeri che non cambiano, sia che sarà Air France-klm il nuovo socio, sia che lo sia AirOne. Alitalia perde oltre un milione di euro al giorno, circa 42 mila euro all'ora. E con le perdite del 2007, che si aggirano intorno ai 400 milioni di euro, la compagnia di bandiera ha quasi bruciato del tutto l'aumento di capitale da un miliardo di euro archiviato a fine 2005, solo due anni fa. Risultato? A fine novembre, la liquidità a disposizione della società ammontava a 395 milioni di euro. Troppo poco per sostenere la sopravvivenza («continuità aziendale») per almeno dodici mesi, quanto basta per arrivare solo a marzo, dice qualcuno. Così il management ha messo in cantiere un piano di dismissioni, che ha già visto vendere tre coppie di slot all'aeroporto di Londra Heathrow. Si tratta di 92 milioni di euro preziosi (una tranche da incassare a fine 2007 e la seconda nel 2008) per i conti della compagnia. Ma sembra che per allungare i tempi di «autonomia» Prato abbia pensato anche a mettere sul mercato una manciata di aerei, per quanto sgangherati. Si tratta di pochi, pochissimi mesi di ossigeno, dicono gli esperti del settore. Ecco perchè solo un nuovo socio può assicurare la ricapitalizzazione necessaria per rilanciare le sorti della compagnia. Ma rimandare la decisione a un nuovo governo può rivelarsi fatale per le sorti di Alitalia, per quello che rappresenta (quasi la metà del traffico italiano) e per gli oltre 10 mila dipendenti. |