Data: 30/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Bus urbani, protesta congelata. Corse in tempi troppo brevi. Il Comune apre ai sindacati

CHIETI. Lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi è stato congelato fino al 29 febbraio. Termine ultimo dato all'azienda ed al Comune per trovare una soluzione al problema lamentato da mesi. Altrimenti lo sciopero sarà inevitabile. Si è concluso con una fumata grigia l'incontro in prefettura tra i sindacati Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl, la società di trasporto pubblico La Panoramica e l'assessore al traffico Luigi Febo. Davanti al prefetto Vincenzo Greco sono stati trattati i disagi relativi ai tempi di percorrenza delle linee 1 barrato e 3 barrato. Da allungare di almeno dieci minuti secondo i sindacati mentre la ditta frena perché non vuole aumentare i costi di gestione del servizio. Il Comune, invece, apre ai sindacati.
«Monitoreremo le corse segnalate e poi riconvocheremo l'azienda e i sindacalisti». Bisognerà raggiungere un compromesso anche perché gli autisti che guidano l'1 barrato e il 3 barrato sono esasperati. In appena mezz'ora devono attraversare da un capo all'altro lo scalo con alcune corse che toccano addirittura Brecciarola e Manoppello scalo.
«Ad oggi», denuncia Luciano Lizzi della Faisa Cisal, «il lavoro svolto dagli autisti non è in sicurezza».
LA RIUNIONE. I sindacati, un dirigente della Panoramica e l'assessore Febo sono stati ricevuti dal prefetto intorno a mezzogiorno. In discussione lo stato di agitazione annunciato dalle sigle di categoria e bloccato, con un verbale d'intesa, fino al 29 febbraio. Una schiarita formale che nella sostanza è una sorta di armistizio.
«Abbiamo assistito ad uno scaricabarile di responsabilità», riprende Lizzi, «tra l'azienda e il Comune. La verità è che i tempi di percorrenza dell'1 barrato e del 3 barrato sono insufficienti. Ne risente la qualità del servizio reso all'utenza senza dimenticare i rischi a cui vanno incontro gli autisti».
«Costretti», incalza Giuseppe Lupo dell'Ugl, «a restare in servizio per sei ore e mezza consecutive». La colpa, sostengono i sindacati, è di tabelle di marcia troppo ristrette e vecchie di oltre venti anni.
«Nel frattempo», afferma Domenico Di Fabrizio, Fit Cisl, «la popolazione dello scalo è cresciuta a dismisura al pari dei passeggeri considerando la presenza congiunta dell'università e dell'ospedale».
LE SOLUZIONI. I tecnici dell'amministrazione comunale analizzeranno attentamente i percorsi quotidiani dell'1 barrato e del 3 barrato.
«In quindici giorni», assicura Febo, «stileremo relazioni e verificheremo quali sono le reali problematiche sofferte da queste due linee urbane». Dopodiché, entro il 29 febbraio, il Comune convocherà di nuovo sindacati e Panoramica per fare il punto della situazione.
«E pianificare», aggiunge Febo, «eventuali interventi in grado di migliorare il trasporto pubblico cittadino».
MEGALO'. In prefettura si è parlato anche dell'esigenza di istituire una fermata nei pressi del centro commerciale Megalò. Evitando, così, che la gente sia costretta a muoversi a piedi, sulla carreggiata e al buio tra mille pericoli, da viale Abruzzo a via Tirino.
«A breve ci saranno delle novità», dice Febo.

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