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LANCIANO. Una presunta perizia gonfiata è all'origine dell'operazione portata a termine dall'ex gestione Sangritana, società di trasporto con sede a Lanciano. E' quanto accertato dalla Procura generale della Corte dei conti. Operazione che avrebbe comportato lo sperpero di un'ingente quantità di pubbliche risorse per la società di proprietà della Regione. Il danno ammonterebbe a un milione 683mila euro. L'indagine, parallela a quella della Procura di Lanciano, fa riferimento all'acquisto di tre rami d'azienda della Staf srl della famiglia Mazziotti a un prezzo di due milioni 950mila euro. In particolare, la Sangritana avrebbe acquistato bus vecchi pagandoli più dei nuovi. E qui entrerebbe in gioco la perizia con la quale sarebbe stata valutata l'operazione di acquisto. Come rilevato dalla Finanza, i due tecnici scelti dall'ex presidente della società di trasporto, Marino Ferretti (An), stilarono la perizia «in tempi rapidissimi, cioè in soli nove giorni (dal 18 al 31 dicembre 2002), festività natalizie comprese: stante la rilevanza economica dell'operazione appaiono assolutamente insufficienti per portare a compimento in modo approfondito un incarico così complesso e delicato». Ma perché tanta fretta? Otto persone, tra le quali l'ex assessore regionale ai Trasporti, Mario Amicone (Udc), sono chiamate dalla Corte dei conti a rispondere anche a questa domanda. |