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Il manager "gela" il personale a tempo. E dice: «Faremo concorsi» Tagli all'ospedalizzazione e ai precari. E' quanto venuto fuori dalla riunione del comitato ristretto dei sindaci, ieri mattina a palazzo di città. Presenti il sindaco D'Alfonso come presidente del comitato, il manager della Asl Antonio Balestrino, l'assessore regionale alla sanità Bernardo Mazzocca ed il consigliere comunale Luigi Albore Mascia. Mazzocca ha rivendicato il piano sanitario e la programmazione; l'assessore, inoltre, ha specificato che la creazione di aziende ospedaliere universitarie a Chieti e L'Aquila risale al 2004 ed è stata decisa dal governo Berlusconi. Balestrino, invece, ha parlato degli oltre 2mila e 600 dipendenti trovati da lui al momento dell'insediamento un anno fa, di cui circa 600 precari. «Stiamo tagliando le spese - ha detto Balestrino -, i distretti sono passati da 13 a 6; ridotti i ricoveri che costano 800 euro al giorno a persona mentre l'indebitamento è sceso da 95 a 38 milioni di euro: saranno appena 9 milioni nel 2009». Per Balestrino l'organico è mal distribuito: nel reparto di medicina c'erano 18 medici e 12 non facevano le notti. «Vogliamo personale a tempo indeterminato ma con i concorsi» ha aggiunto il manager. Ed infatti si stanno svolgendo quelli per vicario, primo livello, direttore di distretto e capi dipartimento oltre ad un bando per 25 infermieri. «Gli 800 precari dell'ospedale andranno a casa, gli investimenti in tecnologia non si sa quando verranno realizzati e i malati dovranno abituarsi a reparti chiusi o ridotti alla semiparalisi per carenza di personale» ha dichiarato al termine dell'incontro Luigi Albore Mascia, consigliere di An. «A Pescara si sta applicando una logica di campanile al contrario - ha aggiunto Mascia -, qualcuno che in questa regione ha poco di pescarese sta generando uno squilibrio che ci penalizza, con il silenzio del sindaco D'Alfonso che, preso dal suo ruolo ecumenico di segretario regionale del Pd, non difende più il nostro ospedale». Sul fronte della sanità privata sono iniziate le assemblee per parlare delle ripercussioni dei tagli regionali. Il Don Orione ha dichiarato un esubero di 41 unità. Immediata la replica dei sindacati: «Cgil e Cisl proclamano lo stato di agitazione - dicono Massimo Petrini e e Davide Farina -. Nessun datore di lavoro deve usare il ricatto occupazionale a negoziazione ancora aperta con la Regione». Lunedì alle 15 un presidio di lavoratori protesterà all'Aris, associazione ospitalità privata, in via Battisti. |