Data: 02/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Rivolta contro il taglio di 150 voli. Malpensa: la Sea chiederà un risarcimento di oltre un miliardo

Formigoni definisce irresponsabile la decisione della compagnia di bandiera La palla sul tavolo del governo dimissionario

ROMA. Un tavolo per Milano nel corso della prossima settimana e lo spauracchio di una megarisarcimento che è preteso dalla Sea (vale a dire la società che ha in gestione gli scali milanesi) contro Alitalia.
Sull'agenda del governo di Romano Prodi, dimissionario, continua ad esserci la cessione della ex compagnia di bandiera continua a campeggiare.
La decisione di Alitalia di abbandonare 150 slot, in pratica gli spazi di atterraggio e decollo di Malpensa non utilizzati non aiuta a distendere gli animi.
Anzi, la grande confusione riaccende i dubbi, soprattutto al Nord, contro la soluzione Air France-Klm e le speranze di un rientro in campo di Air One. Il capoluogo lombardo non ha digerito la decisione di Alitalia, presa l'altro ieri, sugli slot. La reazione è stata durissima e annunciata mentre il sottogretario alla Presidenza del consiglio Enrico Letta tentava di ricomporre la discussione. Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, prevede di chiedere un risarcimento da un miliardo e 250 milioni di euro alla compagnia aerea. Inutile dire che se dalla minaccia si passasse alle carte bollate per Alitalia potrebbe suonare il de profundis tanto sono dissestate le casse dell'azienda.
Protesta vibrata anche dalla politica. Il disimpegno di Alitalia da Malpensa, comunque annunciato con il piano industriale dell'agosto scorso, ha fatto alzare la voce al governatore lombardo Roberto Formigoni, intervenuto per chiedere di «bloccare immediatamente una decisione irresponsabile». Concetto ribadito anche in una telefonata con il presidente del Consiglio Romano Prodi, al quale Formigoni ha comunque garantito che la mossa di Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, per ora va classificata nell'ordine della minaccia e considerata uno strumento di pressione a ripensarci su Malpensa.
Anche il sindaco di Milano Letizia Moratti difende la determinazione della Sea, considerando la eventuale richiesta di risarcimento «un atto dovuto assunto dall'azienda seguendo le linee di indirizzo date dal comune di Milano che è il suo azionista di controllo».
Lo Stato, tramite il Tesoro, continua intanto a controllare la maggioranza di Alitalia e questo riporta la questione a Palazzo Chigi dove la prossima settimana con plauso, almeno verbale, di tutti si cercherà una soluzione al problema. Al momento non ce ne sono, poiché Ryan Air sostiene ora di essere del tutto disinteressata a Malpensa e il farsi di nuovo avanti di Carlo Toto, patron di Air One, rinfocola gli animi del partito della soluzione italiana per Alitalia.
Toto non ha mai fatto mistero, e lo ha confermato ieri, di volersi impegnare per mantenere a Malpensa un ruolo strategico per la compagnia aerea. Intanto offre a Malpensa Air One come vettore di riferimento, nell'ambito di una «strategia di sviluppo delle attività intercontinentali». Air One punta sul Nord perché «c'è mercato» e un «grande potenziale di sviluppo».
La speranza del patron di Air One e dei suoi sostenitori è che il tavolo politico per Milano «possa portare a riconsiderare la decisione (di vendere Alitalia ad Air France. n.d.r.)». «Faremo tutto quello che è in nostro potere per evitare questa sciagura», ha detto il portavoce di Ap Holding, vale a dire la holding di partecipazione di Toto.

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