Data: 02/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Toto: «La compagnia non può vendere se stessa»

MILANO - Dalla fine della prima fase della privatizzazione di Alitalia, terminata con un nulla di fatto, «il Ministero ha cessato ogni attività». L'ha ripresa solo il 28 dicembre 2007 quando «ha espresso orientamento favorevole a che Alitalia avviasse una fase di trattativa in esclusiva con Air France-Klm». Quello che è successo nel mezzo - con Alitalia che trattava per vendere se stessa - per Air One ha dell'incredibile. «E' stata infatti Alitalia - si legge nel ricorso di 37 pagine redatto dal prof. Angelo Clarizia presentato al Tar da Ap Holding che Il Messaggero ha visionato - ossia la stessa società la cui proprietà è oggetto di trattativa, a condurre sporadici incontri con Ap Holding, decidendo all'esito, in seno al proprio cda, di voler trattare in esclusiva con Air France-Klm». Una «manifestazione di volontà - si legge - avallata da una ignota quanto del pari illegittima deliberazione, in pari data, del Consiglio dei Ministri» che «si pone in aperto contrasto» con le norme secondo cui la vendita deve avvenire «nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione». Quello che è avvenuto «è in contrasto con le regole» perchè, sottolinea Ap Holding nel ricorso, «il soggetto proprietario dei titoli è il Ministero dell'Economia, non Alitalia» per cui «ogni decisione sulla dismissione dei titoli deve essere assunta dal Ministero». Cosa che è avvenuta nella prima fase. Ma non dopo, quando «Alitalia, e non il Ministero, ha recepito richieste spontanee di imprese interessate, senza alcuna pubblicità; senza la predeterminazione dei criteri per valutare le proposte; senza poter accertare il grado di definizione delle proposte stesse, in assenza di criteri di valutazione; senza addurre alcuna motivazione circa l'esito della selezione». Non solo: «Quel che è grave e seriamente allarmante è che il Ministro dell'Economia, nel mezzo delle festività natalizie, smentendo gli annunci preventivamente diffusi circa una decisione che avrebbe dovuta essere assunta il 15 gennaio 2008 (...) ha dichiarato la volontà del Ministero di riservarsi di valutare la proposta solo di Air France-Kml» autorizzando «la trattativa in esclusiva». Decisione «illegittima». La volontà «del Ministero di attendere l'esito di una trattativa privata non tra esso Ministero e il potenziale acquirente ma tra la società da privatizzare e il potenziale acquirente viola l'obbligo del Ministero di condurre esso, in prima persona, la trattativa» e «esclude ogni minima parvenza di garanzia di trasparenza e discriminatorietà». Di più: Alitalia «ha addirittura» negoziato «la vendita dell'intera società e non solo la quota di titoli dello Stato, ammesso che ne avesse il potere (che non ha)». Alitalia «ha cioè trattato la vendita dell'intera società, il che non era minimamente oggetto della procedura espletata nella prima fase». Insomma ha agito come «soggetto privato venditore di se stesso». Trattando in esclusiva «con un vettore che non solo non aveva partecipato alla prima fase ma anzi aveva espressamente dichiarato di non essere interessato all'operazione». E privo dei «requisiti richiesti dal Ministero» nella prima fase. Un vettore che, paradossalmente, a differenza dei concorrenti della prima fase «mai si è anche solo lontanamente accostato alle problematiche, tecnicamente assai complesse, del risanamento di Alitalia». Del resto, scrive Ap Holding, la seconda fase «non è una prosecuzione della prima» ma «un vero e proprio stravolgimento delle regole di dismissione dei titoli Alitalia di proprietà pubblica».

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