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La settimana prossima tavolo governo-enti lombardi. Formigoni: stop al ricorso solo se c'è una moratoria ROMA Alitalia taglia gli slot su Malpensa, primo passaggio verso la pesante smobilitazione dei voli e la Sea risponde immediatamente formalizzando la minacciata richiesta per danni: un miliardo e duecentocinquanta milioni di euro. Cifra che va ben oltre le disponibilità di cassa di Maurizio Prato. Due operazioni in una che vanno a rendere ancora più accidentato il percorso verso la privatizzazione. Che, tra l'altro, potrebbe essere congelata dal Tar del Lazio che dovrà decidere se accettare o no il ricorso di Airone basato su presunte irregolarità nella trattativa con Air France. Sul fronte del Tesoro la parola d'ordine è mantenere la calma e non deviare dalla rotta orientata su Parigi. Dice il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti: «Si deve andare avanti, altrimenti il rischio è che Alitalia non esista più». Il rischio magari è anche quello che Jean Cyril Spinetta, top manager di Air France, segua l'esempio di Klm e abbandoni la pista italiana. Certo la cessione degli slot in dotazione a Malpensa ha dato una improvvisa accelerazione ai tempi della partita. L'altra sera Maurizio Prato ha incontrato Prodi e poco più tardi è partito il comunicato con l'annuncio del rilascio degli slot: 128 sugli oltre 400 contenuti nel portafoglio Alitalia. Un segnale evidente che il trasferimento dei voli previsto per fine marzo era formalmente partito: cancellati i voli su Beirut, su Damasco e Dubai. Dimezzati quelli settimanali per Algeri (da 7 a 4), Il Cairo (da 14 a 7), Tripoli (da 6 a 3), Tunisi (da 14 a 7). Non saranno toccati i 7 collegamenti per Casablanca e Tel Aviv. Un taglio netto sull'operativo da e per l'Africa e da e per il Medio Oriente. A poche ore di distanza dalla decisione della Magliana, la minaccia di un robusto risarcimento danni si è trasformata in una richiesta ufficiale: 1 miliardo e 250 milioni come conseguenza - ha spiegato il presidente della Sea (la società che gestisce gli scali milanesi) Giuseppe Bonomi - di una riduzione di 6 milioni di passeggeri e un impatto sui conti di 70 milioni di euro. «Alitalia rinunciando a Malpensa come hub ha violato l'accordo di business partnership in corso con Sea. E poi è inimmaginabile che la sostituzione di un vettore di riferimento possa avvenire dalla sera alla mattina». Senza considerare che il mercato slot di Malpensa non è oggi particolarmente appetibile. «In questo momento - conferma Carlo Griselli, presidente di Assoclearance, l'ente che assegna i diritti di atterraggio e decollo - non ci sono richieste e di slot disponibili a Malpensa ce ne sono». Airone ieri si è detta disponibile a diventare compagnia di riferimento su Malpensa: «Gli slot non vanno in nessun modo dispersi nè ceduti senza strategia ai primi vettori interessati che in questo modo cannibalizzerebbero lo scalo pregiudicandone un futuro da grande hub». Sarà un tavolo, la settimana prossima, a definire il ruolo dello scalo lombardo. Di fronte l'esecutivo, il governatore della Regione Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti. L'obiettivo del presidente della Lombardia è ottenere una moratoria di tre anni sul trasferimento dei voli: «Solo se non ci sarà, scatterà l'azione legale Sea». La preoccupazione del leader della Cgil Epifani: «Le soluzioni per Malpensa andavano ponderate meglio». Drastico il giudizio del numero uno della Cisl Bonanni: «Nel governo c'è qualcuno che sta giocando contro gli interessi nazionali». |