Data: 07/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco: risaneremo le Asl al governo daremo conti veri. «Basta imbrogli, inizia il rigore»

PESCARA. «La grande abbuffata degli imbrogli finisce, ora comincia una fase di rigore e sobrietà». Parola di Ottaviano Del Turco presidente della giunta regionale, che ieri al termine dell'incontro con i sindacati sul deficit della sanità, si è messo al timone della «grande svolta rigorista».
Allora presidente Del Turco come è andata la riunione con i sindacati. Tutti d'accordo sul fatto che servirà una lotta anti-sprechi e anti-privilegi?
«I provvedimenti urgenti vanno nella direzione giusta e ovviamente le organizzazioni sindacali attendono di conoscere il piano definitivo di riforma strutturale del sistema sanitario abruzzese. Hanno dichiarato che saranno molto esigenti. Mentre la loro opposizione contro aumenti di Irap e Irpef è totale»
Certo, ma i debiti delle Asl come saranno pagati?
«Sono stato nominato Commissario ad Acta da una legge del governo Berlusconi per i debiti contratti dalla giunta di centrodestra. Nel 2001 il bilancio della sanità aveva ritrovato un pareggio eccellente. Cinque anni di governo di centrodestra ha provocato una voragine. Ci vuole solo una certa faccia per dire che la colpa del debito è di coloro che lo hanno ereditato. Alcuni consiglieri di centrodestra quella certa faccia l'hanno».
Eppure in molti dal centrodestra hanno dichiarato di voler collaborare con lei per risanare i debiti della sanità. Accetterà l'invito?
«Coloro che vogliono dialogare con la giunta per risanare la sanità troveranno porte aperte. Per fare chiarezza sui conti presenterò i dati dei trimestri del 2005 nei quali governavano gli uomini del centrodestra. Nel primo trimestre, gennaio-marzo 2005, si apre una voragine spaventosa, c'erano le elezioni che autorizzavano qualunque spesa, ogni tipo di concorso, di acquisti di beni e servizi non tutti urgenti, ma c'erano le elezioni. Una volta acquisito il risultato elettorale, si sono presentati con i risultati in pareggio. Noi avevamo individuato questo meccanismo perverso e abbiamo dovuto inseguirli nelle aule giudiziarie di tutto l'Abruzzo per poter cambiare 5 direttori generali Asl su sei, e poter restituire equilibrio e serenità alla gestione delle Asl. Adesso tocca a noi, riparare ai guasti prodotti».
Sì, ma lei accetta l'invito al dialogo?
«Ben venga una attitudine del centrodestra al dialogo e al confronto. A me però interessa risanare la sanità, non fare il processo ai trenta anni precendenti, giacchè io non penso che la storia della nostra regione, si scandisca ogni 5 anni, come si faceva con la storia del mondo prima o dopo Cristo, o prima o dopo la scoperta dell'America. Prima della giunta Pace c'erano stati molti errori che hanno prodotto un bubbone che finalmente oggi esplode».
Presidente Del Turco cosa chiederà al neo ministro della Salute e al ministro dell'Economia?
«Chiederemo al governo di tener conto di questa ferma volontà di rinnovamento ma faccio presente che il governo ci chiede di coprire il deficit del 2005, mentre nelle nostre decisioni, a partire dalle misure urgenti, saranno immediatamente efficaci. Decisioni che però non risolveranno il debito pregresso. Vale per noi ciò che vale per il Governo di fronte all'Europa, il ministro Padoa-Schioppa e Prodi chiedono ai commissari Ue, Almunia e Barroso, di scommettere sulla efficacia della loro terapia di risanamento. Noi chiediamo a Prodi e Padoa-Schioppa di giudicare con serenità la nostra volonta di cambiare il corso della sanità abruzzese. Chiediamo come loro chiedono all'Europa di darci solamente il tempo di dimostrare che facciamo sul serio».
Presidente Ottaviano Del Turco cosa sarà tagliato: le Asl, gli ospedali, cliniche private?
«Entro questo programma di risanamento non ha senso mantenere sei Asl. Ma ciò che voglio dire a tutti i territori abruzzesi e che non chiuderemo nulla, ma tutto cambierà. Ci sono troppi sprechi e troppi doppioni in giro. Preferisco che un territorio abbia un centro di alta qualità e specializzazione anzichè una struttura in cui si fa finta che ci sia di tutto, salvo avere una copertura di posti letto che talvolta non arriva nemmeno al 50%».

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