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Ricordate le parole di Nanni Moretti sul palco di Piazza Navona alla presenza degli esterrefatti responsabili dell'Ulivo: «Con questa gente non governeremo nemmeno fra vent'anni». La caduta del governo Prodi rende profetiche quelle parole. Cinque anni di governo Berlusconi, fra conflitti d'interessi e leggi ad personam. La legge 30 che ha sconvolto il mondo del lavoro, l'euro senza controllo che ha impoverito milioni di lavoratori e pensionati. La crescita zero del Paese. La legge elettorale che ha costretto i cittadini a votare come i pecoroni, ma per converso ha tolto ai partiti ogni alibi, inchiodandoli alle loro responabilità per le scelte dei parlamentari. Ma evidentemente, la lezione non è servita. Tutte le leggi sopra citate, andavano cancellate come da loro promesso, e invece sono rimaste colpevolmente chiuse nei cassetti. Quasi due anni di legislatura, come dilettanti allo sbaraglio, con un programma di 280 pagine dove, non una sola li ha trovati in accordo. A pagare è stata soltanto la povera gente, stritolata fra tasse e aumenti tariffari, ai quali non sono estranei gli enti locali. E in Regione si concedono il lusso di 5mila euro di arretrati. Un anno di vita per un pensionato, con i pane, la pasta e il latte che aumentano in modo sconsiderato. Uno smacco per la sinistra proletaria. Già, che ne sarà della sinistra? Si affaccia un nuovo soggetto politico: «la Sinistra Arcobaleno», che si dichiara: unita e plurale, quasi da far impallidire le «convergenze parallele» di antica memoria. E spiega perchè Diliberto e Giordano vogliono elezioni diverse in tempi diversi. Boh?! Ci viene in soccorso un aforisma del compianto Enzo Biagi: «Si può essere a sinistra di tutto, meno che dal buon senso».
Mario D'Amore Montesilvano |