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"Quello di oggi è stato un incontro importante. Ora riteniamo indispensabile che l'attuazione della delega sul Testo unico per la sicurezza sul lavoro avvenga prima delle elezioni". A dirlo è Paolo Carcassi, segretario confederale della Uil, parlando anche a nome di Cgil e Cisl dopo l'incontro col governo sulla legge delega contro gli infortuni sul lavoro. "In caso contrario - ha detto il dirigente sindacale - si avrebbero la decadenza della delega stessa, la vanificazione di tutto il lavoro sin qui compiuto e per di più la carenza, per altri due anni, di nuove norme capaci di affrontare l'emergenza quotidiana". Per i sindacati, nel Testo Unico devono esserci norme precise in materia di tutela dei lavoratori. 'In particolare - sottolinea ancora Carcassi - è necessario prevedere che, ovunque non si abbia l'elezione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), tutte le funzioni vengano svolte dal Rappresentante territoriale. Noi siamo contrari al rinvio di questa materia alla contrattazione come proposto dalle associazioni datoriali, e riteniamo invece che sia urgente assicurare una tutela generale per via normativa a tutti i lavoratori delle piccole e medie imprese, perché è lì che si verifica la stragrande maggioranza degli infortuni e delle morti". Tornando all'incontro di oggi, è mancato l'accordo fra sindacati e associazioni datoriali sui nodi della bilateralità e della rappresentanza. Il governo ha deciso che sarà l'esecutivo stesso a dire l'ultima parola, per poi sottoporre un testo alle parti sociali. Hanno riferito i sottosegretari al Lavoro, Antonio Montagnino, e alla Salute, Gian Paolo Patta: 'Il governo, dopo avere ascoltato a partire dal 13 settembre le posizioni delle diverse parti sociali, adesso deve assumersi la responsabilità di decidere, tentando di definire un testo che sia equilibrato, applicabile, efficace e che tenga conto il più possibile delle diverse posizioni'. I sottosegretari s'impegnano a portare il provvedimento in Cdm, corredato anche della parte delle sanzioni, entro fine febbraio. 'Abbiamo il dovere di dare una risposta non solo al richiamo del presidente della Repubblica, ma al paese, alle imprese e ai lavoratori che aspettano norme che contribuiscano a far cessare questa inaccettabile catena di infortuni e morti sul lavoro di fronte alla quale non possiamo abbassare la guardia'. Nel frattempo, concludono, 'continuano a lavorare gli altri 14 gruppi sulle parti speciali. L'intento dei due ministeri è di arrivare all'intero impianto il prima possibile". |