Data: 09/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sprechi Sangritana: in cinque verso il processo. Autobus usati pagati più dei nuovi, la pm Di Serio pronta a chiedere il rinvio a giudizio

Al capolinea le indagini sull'ex vertice. Le accuse: truffa ai danni dello Stato e falso. Nel mirino la gestione dal 2002 al 2005 Accertate false perizie nell'affare Staf e operazioni svantaggiose per la Regione

LANCIANO. Cinque avvisi di chiusura indagini accompagnano al capolinea l'inchiesta sui presunti sperperi della Sangritana, tra il 2002 e il 2005. Milioni di euro della Regione, l'azionista di riferimento della società di trasporti, utilizzati per operazioni economicamente svantaggiose. Denaro pubblico, dunque, speso per «gestire un centro di potere». Sono queste le accuse della Procura. La pm Mirvana Di Serio è pronta a consegnare il fascicolo al Gip Massimo Canosa ed è pronta a chiedere il rinvio a giudizio per ex dirigenti e tecnici, fra i quali l'allora presidente Marino Ferretti (An). Le accuse vanno dalla truffa in concorso ai danni dello Stato al falso. Tutto questo mentre prosegue l'indagine parallela della Corte dei conti.
Gli avvisi di chiusura indagini riguardano, oltre a Ferretti, attuale consigliere comunale di An, Antonio Bianco, ex direttore generale dell'azienda frentana, l'ex revisore dei conti Massimo Battistella, Luigi Di Diego, all'epoca responsabile dell'Unità rotabile territoriale della Sangritana, e il perito Danilo Di Florio. Per tutti si ipotizza il reato di falso. Ferretti e Bianco sono accusati anche di concorso in truffa ai danni dello Stato.
Alla fine di novembre, davanti al pm Di Serio, Ferretti si avvalse della facoltà di non rispondere. Ma il giorno prima, al Centro, commentò fiducioso: «Il tempo farà chiarezza». Bianco, invece, attraverso il suo legale, l'avvocato Aldo La Morgia, respinse le contestazioni del magistrato: «Tutto è stato fatto con trasparenza, le accuse sono prive di fondamento».
L'inchiesta arriva al capolinea un anno e tre mesi dopo il suo inizio. Uno spaccato su costi di gestione lievitati per Sangritana e Regione, come accertato dal Nucleo regionale di polizia tributaria della Finanza di Pescara.
Perché secondo la Finanza tra il 2002 e il 2005 ci sono state operazioni «economicamente svantaggiose». In particolare, dalle 118 pagine del dossier è emersa «l'eccessiva valutazione» fornita ai rami d'azienda della Staf srl del gruppo Mazziotti bus, che la Sangritana acquistò nel 2003. La società di via Dalmazia comprò 25 bus dalla Staf, pagandoli un milione 961mila euro. Gli stessi mezzi, anni prima, furono presi dalla Staf a un milione e 473mila euro. Erano usati e malandati, secondo le Fiamme gialle e secondo la Procura, eppure valevano di più. Cinque autobus si trovano ancora parcheggiati nel deposito di Torre della Madonna. Due furono tolti dal parco macchine "per anzianità" e per la rottura del telaio. Tre furono rivenduti ad appena mille euro l'uno. Gli altri vennero dati in beneficenza ad alcune associazioni. «La Sangritana ha sostenuto un maggior costo, non giustificato economicamente, di 780.651 euro», è quanto emerge dall'inchiesta.
Secondo la Procura «la Sangritana era una sorta di centro di potere che governava in modo anomalo assunzioni e soldi della Regione. E, sempre secondo la Procura, il caso Staf «è un esempio di sperpero di denaro pubblico». Nello specifico, la Procura evidenzia: «Il 18 dicembre 2003, Ferretti incaricava Di Florio e Battistella di redigere una falsa perizia». Sempre secondo le accuse, le operazioni sono state avallate da Bianco e Di Diego.
All'inchiesta della Procura si riallaccia quella della Corte dei conti. Gli avvisi di garanzia partiti dall'Aquila sono otto e fanno riferimento alle presunte anomalie nell'ex gestione Ferretti. La Procura della Corte dei conti può chiedere un risarcimento del danno erariale pari a 1.683.857,96 euro, già quantificato. Un danno che fa riferimento alla vicenda Staf.
I magistrati contabili hanno chiamato in causa anche l'allora assessore regionale ai Trasporti, Mario Amicone (Udc) che aveva «una funzione di controllo» sull'operato della Sangritana. Il presunto danno di un milione e 683mila euro emerge sommando le spese per l'acquisto di bus usati a un prezzo superiore al loro valore di mercato (780mila euro) e per il pagamento di un avviamento d'azienda inesistente (903mila euro).

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