Data: 10/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
In bilico la maggioranza in Regione. Il rischio del dopo voto Solo 21 seggi per Del Turco

Permanenza dubbia per Udeur e diniani Anche la Dc potrebbe traslocare a destra E il Pd cerca ancora l'unità

PESCARA. Era una falange macedone. Ora rischia di diventare un fortino assediato. La maggioranza che governa la Regione Abruzzo continua a perdere pezzi dal quel magico aprile del 2005 quando più del 60% degli abruzzesi decise di scommettere di Ottaviano del Turco e la sua coalizione di centrosinistra. Con 27 consiglieri su 40 l'Unione aveva in mano la Regione. Oggi ne ha 25, dopo il voto del 14 aprile ne potrebbe avere appena 21, con un Pd abruzzese che non gode di grande coesione.
I primi a sfilarsi dalla maggioranza, alla fine dello scorso anno, sono stati i due consiglieri dell'Italia del Valori, Bruno Evangelista e Alfonso Mascitelli, in polemica con il piano di risanamento della sanità. Qualche settimana dopo il consigliere dei Ds Augusto Di Stanislao ha annunciato il passaggio all'Udeur, dopo una breve e tormentata adesione alla Sinistra democratica, affiancando così da capogruppo il consigliere e segretario regionale Liberato Aceto. Nel frattempo il Partito democratico perdeva Antonio Verini, passato con il movimento di Lamberto Dini. Movimenti questi ultimi dentro la coalizione di maggioranza che non hanno impensierito Del Turco. Ma la crisi di governo ha cambiato le carte in tavola. Dini deciderà questa settimana se andare con il centrodestra. Ma l'ex direttore generale di Bankitalia viene dato per certo in arrivo nel Popolo della libertà. Se Verini lo seguirà (e probabilmente lo seguirà) Del Turco resterà con 24 consiglieri di maggioranza. Ieri Clemente Mastella ha preso tempo. Sta trattando con Berlusconi sul numero dei parlamentari (15 alla Camera, 5 al Senato). Se ci sarà l'accordo l'ex ministro passerà al centrodestra e si porterà dietro i suoi due consiglieri regionali (più l'assessore esterno Mimmo Srour). Del Turco resterà con 22 seggi di maggioranza e un assessorato da risistemare.
Sempre ieri nel congresso regionale ad Avezzano, la Dc di Giuseppe Pizza ha traccheggiato. Però il leader nazionale ha fatto capire che guarda più a destra che a sinistra. E anche se i leader abruzzesi Angelo Di Paolo e Celso Cioni hanno dichiarato fedeltà alle attuali alleanze, il dubbio è rimasto. Se dovesse prevalere la linea Pizza (l'adesione dell'ex Udeur Rocco Salini lo farebbe supporre), è probabile che Di Paolo passi all'opposizione. Del Turco resterebbe con 21 consiglieri. Per la sua maggioranza inizierebbe una via crucis come quella di Prodi al Senato. A quel punto una mano potrebbe arrivare proprio dai transfughi della prima ora, i due consiglieri dell'Italia dei Valori: se dovesse andare in porto l'alleanza di Veltroni con Di Pietro, è probabile che tornino in maggioranza, magari entrando anche in Giunta al posto dell'Udeur. Solo così la Regione potrebbe vedere il traguardo del 2010. Ma come ci arriverà? Il Pd in Consiglio è ancora una realtà virtuale. Formalmente Donato Di Matteo ne è il capogruppo, ma finora Margherita, ex-Sdi, L'Unione e Ds hanno mantenuto distinti i propri gruppi politici e nulla fa prevedere che qualcosa possa succedere a breve. Nel piatto ci sono anche le candidature alle politiche. E i posti che potrebbero liberarsi. Per Del Turco forse ci saranno altri dolori.

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