Data: 10/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse locali: +70 euro in 5 anni. Nel 2006 le addizionali Irpef e Ici ci sono costate 333 euro

La Cgia di Mestre: con l'inflazione al 12% aumentate del 26%

VENEZIA. Nel 2006 a ciascun cittadino italiano le principali tasse locali (addizionali comunali e regionali Irpef e Ici) sono costate mediamente 333 euro.
Tra il 2001 e il 2006, secondo una elaborazione della Cgia di Mestre, la crescita è stata pari a 70 euro. Una variazione, in questi 5 anni, del +26,3% contro un aumento dell'inflazione, sempre nello stesso intervallo di tempo, del 12% e del 3,7% del Pil nazionale. Ma anche l'Irap (l'altra importante imposta locale che viene applicata alle aziende), sempre nel 2006, è gravata mediamente su ciascuna impresa italiana per 7.278 euro. In questo caso, però, l'incremento, sempre tra il 2001 e il 2006, è stato del +16,6%.
L'analisi della Cgia di Mestre ha riguardato anche l'andamento totale delle quattro voci di imposta prese in esame. Se, nei 5 anni considerati, l'addizionale comunale Irpef è aumentata del 81% raggiungendo la quota di 1.564 milioni di euro, quella regionale, invece, è incrementata del 28,7% portando, nel 2006, 5.954 milioni di euro nelle casse regionali.
Più contenute le variazioni registrate dall'Ici e dall'Irap. Se la prima nel 2006 ha raggiunto un gettito pari a 12.024 milioni di euro (con una variazione del + 24%), la seconda si è stabilizzata sui 37.542 milioni di euro (con una variazione del + 22,8%).
«Oggi - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - paghiamo meno tasse sui redditi di qualche anno fa, ma purtroppo pochi se ne sono accorti. L'aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette della luce e del gas hanno subito delle vere e proprie impennate. Se sommiamo anche l'incremento delle tasse locali, tutto ciò ha prosciugato abbondantemente i tagli dell'Irpef. Anzi. Il saldo è sicuramente negativo».
«Certo, senza le riforme fiscali fatte in questi ultimi anni la situazione sarebbe stata peggiore. Meglio di niente, ma obbiettivamente molte perplessità rimangono anche i prossimi anni se non interverrà una seria riforma fiscale in senso federale».
Unico dato positivo: il bonus ristrutturazioni. L'ultima Finanziaria infatti non si è limitata a confermare l'agevolazione per un solo anno, come facevano le manovre precedenti, ma l'ha prorogata fino al 2010 in un'ottica di valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.
Il numero dei cittadini che hanno beneficiato dell'agevolazione fiscale per le ristrutturazioni è passato nel decennio 1998-2007 da 240.413 del primo anno di applicazione del beneficio a 402.811 dello scorso anno con una crescita del 67,5%. Il trend è migliorato costantemente, con le sole eccezioni del 2003 e del 2005, quando si è registrato un lieve calo delle domande rispetto all'anno prima.
Un successo coronato dalle oltre 400 mila comunicazioni di inizio lavori arrivate al CoP nel 2007. Guardando le cifre in termini assoluti, l'andamento positivo delle richieste non fa differenze fra il nord, il centro e il sud della penisola.

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