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EXTRAGETTITO «Darebbe la spinta ai consumi» ROMA. Il calo delle tasse sul lavoro scalda la campagna elettorale. Ed è «una priorità». Lo dicono i sindacati e lo conferma il sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi che propone, dopo i conti della relazione trimestral', di dare un «anticipo della riduzione». Darebbe un aiuto alle famiglie e una spinta ai consumi per contrastare anche il rallentamento dell'economia. Ma per ridurre le tasse si deve partire dai conti sui quali, invece che l'arrivo di un nuovo tesoretto rappresentato dalle maggiori entrate, potrebbero profilarsi «extraspese» non previste per 7 miliardi di euro. A fare i conti in tasca allo Stato, guardando i rischi sul fronte della spesa, è un'analisi del Sole 24 Ore che ipotizza nel 2008 un'espansione non preventivata della spesa per almeno 7 miliardi, che porterebbe il deficit dal 2,2% previsto ad oltre il 2,6%. Vi sarebbero infatti 2 miliardi di euro di spese necessarie per aiutare le regioni a garantire i trasporti ferroviari sulle piccole tratte, un valore tra i 2 e i 6 miliardi per il rinnovo dei contratti pubblici, rischio di mancati rinvii della spesa dei ministeri per 1,8 miliardi, ai quali si aggiungono i costi per la tornata elettorale (300-600 milioni di euro) e per l'emergenza rifiuti in Campania (600 milioni di euro). A contestare questa lettura è il sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi, che ha seguito da vicino l'iter della legge Finanziaria. «Parlare di 7 miliardi di buco nel 2008 è un'autentica assurdità perché i conti del 2008 sono in ordine, anche a fronte del rallentamento economico, e l'andamento delle entrate è migliore delle previsioni». A gennaio, il primo mese dell'anno, il fisco ha fatto il pieno. Le tasse versate con il modello F24 sono ammontate a 33,8 miliardi, il 9,4% in più sul gennaio 2007 che a sua volta aveva fatto registrare un incremento del 6,2% rispetto al gennaio 2006. Per Grandi quelle indicate dal «Sole 24 Ore» sono solo «spese potenziali» mentre, una volta visti i conti della trimestrale di cassa, «va definito un acconto per ridurre il prelievo su dipendenti e pensionati agendo, come dice la finanziaria, sulle detrazioni riconosciute ai lavoratori. C'è sofferenza sul fronte dei redditi da lavoro: non lo dicono solo i sindacati, lo dicono anche Confindustria e Banca d'Italia». I sindacati spiegano che la riduzione delle tasse sul lavoro è una priorità. E per questo accolgono positivamente il fatto che sia stato ieri indicato da Walter Veltroni come uno dei cardini del programma elettorale. «Noi siamo contenti se i partiti e la politica raccolgono il messaggio che noi abbiamo lanciato da tempo - sostiene il segretario aggiunto della Cisl, Pierpaolo Baretta - cioè che sia possibile avere un alleggerimento del peso fiscale a condizione che ci sia lotta all'evasione. Mi auguro che tutto il fronte della politica raccolga questo messaggio». Il messaggio di Veltroni - afferma il segretario confederale Cgil, Marigia Maulucci che segue i temi economici - «segue un'impostazione seria e corretta, non è uno sproposito» perché «considera la riduzione delle tasse come il risultato della lotta all'evasione e del risanamento economico». «Noi - prosegue la Maulucci - «lo consideriamo un intervento fattibile, e ne chiediamo l'immediata attuazione». Baretta, che ritiene quello sulle extra-spese «un allarmismo ingiustificato», chiede di procedere alla riduzione delle tasse «con la dovuta attenzione». Per la Cgil, invece, il «rischio vero» sul fronte dei conti - afferma la sindacalista - «viene dal rallentamento della crescita e dalla fibrillazione politica che la scelta delle elezioni anticipate ha innestato: un rischio che diventa certezza - aggiunge - se si interrompe la lotta all'evasione fiscale che invece nella passata legislatura è stata blandita, tollerata, al massimo condonata». |