Data: 12/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Nave bloccata da una vertenza di lavoro. Cinque marinai dell'equipaggio si rifiutano di riprendere il mare

Il mercantile turco Mirac3 rimarrà ormeggiato alla banchina Nord nuova del porto di Ortona fino a quando non ci saranno dodici persone a bordo

ORTONA. Nave bloccata in porto per motivi di sicurezza. La motonave turca Mirac3 resterà ormeggiata alla banchina Nord nuova fino a quando il suo equipaggio non sarà composto da dodici persone. Attualmente, i componenti sono sette perché cinque, a causa di divergenze con il comandante e l'armatore sul contratto di lavoro, hanno deciso di non risalire più a bordo chiedendo di poter tornare ad Ankara. La capitaneria, attraverso l'intervento dell'armatore e dell'agenzia portuale, che si occupa dello sbarco delle merci, sta cercando di risolvere la situazione altrimenti la nave non potrà riprendere il mare.
«All'arrivo della nave si sono presentati in capitaneria quattro membri dell'equipaggio ai quali poi se n'è aggiunto un altro», racconta il comandante di Compamare, Giuseppe Famà, «parliamo di un nostromo, due marinai per la guardia in plancia, uno di coperta e un cuoco. Ci hanno detto che non volevano più ripartire per contrasti con il comandante della nave e l'armatore relativi al contratto e ai pagamenti. Abbiamo chiesto l'intervento dell'agenzia portuale che si occupa di questi problemi. Abbiamo acquisito informazioni e capito che, in realtà, l'incomprensione sarebbe sorta perché il contratto, che esiste e fissa il pagamento a fine mese, non prevede che l'equipaggio svolga lavori extra come la pulizia delle stive». La Mirac3, motonave da 1.360 tonnellate di stazza lorda, trasportava 1.989 tonnellate di sansa di olive. Tutto il carico è stato sbarcato a Ortona e la nave era diretta a Ravenna. L'equipaggio era composto da dodici membri, tutti turchi. La capitaneria ha bloccato la nave, così come ha chiesto dallo stesso comandante della Mirac3, perché non è garantito il numero minimo di persone a bordo. La decisione, dunque, è legata a motivi di sicurezza della navigazione. I cinque marinai alloggiano adesso alloggiano sulla nave ma non hanno alcuna intenzione di riprendere il mare a bordo della Mirac3.
«La nave non può partire perché non è rispettata la tabella minima di armamento», aggiunge Famà, «anche il comandante della nave ha ammesso che così non può lasciare il porto di Ortona anche perché figure come quelle dei marinai per la guardia in plancia sono fondamentali». I cinque marinai sono in possesso dello shortpass che consente loro di poter sbarcare ma non di poter lasciare l'Italia per tornare ad Ankara. Le procedure di rimpatrio, in questo caso, prevedono un iter attraverso il consolato. Dovrebbero essere portati a Roma e messi su un volo destinato alla Turchia.
Contemporaneamente, dovrebbero arrivare cinque marinai in grado di navigare su una nave come la Mirac3 per permettere all'imbarcazione di continuare il proprio tragitto. Finché l'equipaggio non sarà reintegrato, la Mirac resterà ormeggiata alla banchina Nord nuova. La situazione richiede l'intervento dell'agenzia portuale e dell'armatore. Nei casi in cui il problema è legato al mancato pagamento interviene anche un organismo internazionale (Itf) che cura gli interessi dei marittimi.

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