Data: 12/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ex ferrovia stravolta da vandali e strade private. Viaggio tra gli abusi sull'area di risulta a due anni dal passaggio dell'ultimo treno

Auto parcheggiate dove c'erano i binari e danni nelle stazioni

FOSSACESIA. Il rumore è quello del treno. Sull'ex ferrovia, in lontananza, corre un Suv nero. Un abuso vicino al mare. Lì dove c'erano binari e linee elettriche. Accade due anni e tre mesi dopo il passaggio dell'ultimo convoglio. «Ma in estate è peggio», giura un contadino che pota ulivi.
Che le aree di risulta dell'ex ferrovia fossero appetibili lo si era capito già qualche mese prima della chiusura definitiva, nel novembre 2005. Da allora è stato un susseguirsi di convegni, comunicati con la dicitura "urgente" e prese di posizione.
Le leggi. Un vincolo della Regione e una disposizione della Finanziaria 2007 proposta del senatore Giovanni Legnini (Pd) - offre ai Comuni il diritto di prelazione per i beni delle Ferrovie - sono forse una garanzia contro la cementificazione ma non evitano gli abusi. Perché gli abusi ci sono e si moltiplicano.
Incursioni selvagge. Siamo andati a verificare, nel tratto che attraversa Ortona, San Vito, Rocca, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto. Così sull'ex ferrovia troviamo auto e moto parcheggiate. Persino una barca, con tanto di carrello per il trasporto. E troviamo varchi o strade d'accesso alle auto per costeggiare il suggestivo mare color smeraldo. I trabocchi lungo questi trenta chilometri di costa sembrano sentinelle. Ma è solo un'immagine vana. Qui nessuno vigila. Immaginatevi che cosa accade da giugno a settembre in questa sorta di giungla. «Passano jeep, moto da cross e quod», spiega un agricoltore. I cartelli di divieto col simbolo Fs non scoraggiano le incursioni verso scogliere e calette.
Dai teppisti all'inchiesta. Vicino alla stazione di Fossacesia una recinzione abbattuta. Prima di San Vito il caso di abuso più eclatante, sul quale indaga la Procura: un commerciante voleva realizzare un chiosco e con una ruspa s'è portato via qualche metro cubo di terra ma la Forestale ha fermato tutto. Nei pressi di Rocca la transenna per fermare le auto è aperta.
Paure per il futuro. C'è il timore che l'avvicinarsi della terza estate senza treni possa accentuare le irregolarità. Enrico Di Giuseppantonio (Udc), primo cittadino di Fossacesia, guida la protesta dei sindaci e di recente, dopo la cancellazione della Regione di 1,5 milioni, ha lanciato la proposta: mettiamo una tassa di 5 euro a contribuente e acquistiamo le aree di risulta. Il valore stimato? Due milioni per quasi 200 ettari di terreno, metà dei quali erano occupati dai binari. «Possiamo sfruttare le aree per finalità turistiche, magari realizzando una sorta di balconata sul mare, attrezzata e con una pista ciclabile», ricorda Di Giuseppantonio, mentre mostra un faldone con la corrispondenza a valanga intercorsa fra Comuni e Ferrovie. «Alla fine del diciannovesimo secolo le aree furono espropriate con una spesa irrisoria», sottolinea il sindaco, «ora vanno riaffidate ai Comuni e quindi a tutti i cittadini. In questi due anni e mezzo, quanto meno, avremmo potuto avere tranquillamente le aree in comodato d'uso. Non è stato fatto, con scarsa sensibilità della dirigenza delle Ferrovie nei confronti delle comunità locali».
E il degrado avanza. Nessuna trattativa, niente comodato d'uso, solo abusi. E non pochi rischi. Ferrovie e Comuni hanno ricevuto centinaia di richieste d'acquisto da parte di privati che vorrebbero realizzare abitazioni, hotel e campeggi a due passi dal mare. I vincoli basteranno a frenare gli appetiti? Il degrado è un rischio meno futuribile. Nell'estate dell'anno scorso i Comuni furono costretti all'ordinanza per costringere le Ferrovie a ripulire l'ex tracciato dalle erbacce che rovinavano le vacanze ai turisti. Poi si rischia di lasciare definitivamente ai vandali le ex stazioni di Fossacesia, San Vito e Torino di Sangro. I teppisti hanno già devastato parte dei locali. I ladri si sono portati via il rame. Nell'ex scalo di Fossacesia soltanto la cassaforte a muro ha resistito agli attacchi.
Varchi da murare. Due le novità delle ultime ore. Rfi (rete ferroviaria italiana) ha inviato una nota ai tecnici di Pescara con la quale chiede di murare i varchi di accesso aperti abusivamente nelle ex stazioni. Inoltre, lunedì 18, in Provincia, si valuterà che cosa fare dell'ex ferrovia. Con la speranza che non sia l'ennesima, inconcludente riunione.

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