Data: 13/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parlamento e Giunta, guarda chi c'è. Con Mazzocca e Quarta nelle liste Pd, Di Matteo ed Evangelista assessori

PESCARA - L'onda anomala del rimpasto cresce all'orizzonte della Giunta regionale di Ottaviano Del Turco. Le candidature al Parlamento porteranno significative modifiche nell'esecutivo regionale e tutto ruota, com'era prevedibile fin dall'emergere di una chance alla Camera dei Deputati per Bernardo Mazzocca, attorno al destino dell'attuale assessore alla Sanità.
Il pressing su Mazzocca per invitarlo a desistere dalle ambizioni parlamentari è forte, nella maggioranza, vuoi per la delicatezza dell'incarico da lui ricoperto, vuoi per la folla di pretendenti alle liste Pidì. Già, un potenziale candidato in meno farebbe felici tanti (ieri anche "A sinistra" ha bussato, Di Pietrantonio scalpita). Il discorso che fanno a Mazzocca, terra terra, è questo: «Ma come, finora hai tagliato e strizzato, e ti sei beccato gli accidenti di mezzo Abruzzo, ora che il risanamento è avviato e puoi raccogliere i frutti del tuo lavoro vuoi andar via?». Ma il prode Bernardo, che fin qui ha cantato e portato la croce sanitaria, d'ora in avanti vorrebbe solo cantare, e possibilmente in una sala dall'ottima acustica. Montecitorio, diciamo.
Dunque, Mazzocca candidato al Parlamento. Ma, per scoraggiarlo, in posizione disagiata. Resterà sulla corda fino in fondo («Ce la fa? Non ce la fa?»). Partendo dall'alto, ad oggi, la composizione della lista Pidì alla Camera suona così: Lolli, Tenaglia, una Stefania (Misticoni più che Pezzopane, anche se c'è grande attesa per le decisioni della presidentessa aquilana, che le comunicherà oggi), Quarta, Mazzocca. Ne passerebbero quattro, forse cinque. Mazzocca è il "forse". Se Tenaglia si accomoderà altrove, nelle liste di un'altra regione insomma (ci stanno provando, lo ritengono poco "abruzzese"), allora Lolli, D'Ambrosio o un'esterna (una dottoressa teramana di area Ginoble ma spendibile come scelta di tutto il partito), sempre Misticoni più che Pezzopane, Quarta, e Mazzocca sempre in quota "forse". Non ce la facesse, resterebbe assessore e tutti felici meno lui.
Al Senato, invece, con Marini capolista il Pidì schiererà Legnini al numero due, affidando la terza piazza a Pina Fasciani, in uscita dalla Camera. Se Marini, eletto, opterà per un altro collegio, la Fasciani entrerà dritta a Palazzo Madama, se invece il leader Franco si terrà il seggio abruzzese la Fasciani si giocherà il posto, nei complicati calcoli post-elettorali, con il capolista della Sinistra arcobaleno: Melilla, se Long John deciderà di correre.
Così sistemate le rappresentanze territoriali (scorrete i nomi fin qui fatti e troverete aquilani, pescaresi, teramani e chietini) per i Pidì con voglia di Parlamento, via al rimpasto della Giunta. Che ha già perso un assessore, Mimmo Srour dell'Udeur (ha confermato che nei prossimi giorni ufficializzerà le dimissioni), pur se i due consiglieri di quel partito, Di Stanislao e Aceto, ribadiscono sostegno all'esecutivo, e potrebbe perdere Mazzocca. Oltre al segretario alla Presidenza, Lamberto Quarta, anche lui in volo su Montecitorio, un altro su cui tutti premono perchè resti: ruolo-chiave, il suo, Del Turco per sostituirlo pensa ad un tecnico d'esperienza. Emerge un nome: Tiziana Arista. Quanto al resto, giri di valzer. A Srour subentrerebbe uno dell'Italia dei Valori, Evangelista più di Mascitelli, pur se proveniente dal contestato listino. Ma le deleghe cambieranno: quella al Mediterraneo la terrà Del Turco, quella ai Lavori pubblici potrebbe toccare alla Bianchi, le cui Attività produttive finirebbero alla new entry Di Matteo, pescarese in sostituzione del pescarese Mazzocca. E l'ambita quanto temuta Sanità? Visto che è in auge un Evangelista, si potrebbe proseguire su quella strada: l'evangelista Marco (Verticelli) o ancor più l'evangelista Giovanni (D'Amico). Non piace la metafora religiosa? Allora Antonella Bosco, ma a quel punto crescerebbe un posto, e uno degli attuali assessori dovrebbe tornarsene a casa. Rischia la Bianchi.

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