Data: 08/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Strada parco, ultimo appello dei contrari. Domani il fronte del no in piazza Ma a settembre partiranno i lavori

PESCARA. «Ora o mai più: fermiamo l'appalto della filovia sulla strada parco». Mentre la commissione sta per terminare l'esame dei progetti che porterà alla firma del contratto per l'aggiudicazione dei lavori, il fronte del no che si raggruppa attorno all'associazione strada parco torna a farsi sentire con una manifestazione pubblica che partirà da Villa Sabucchi per concludersi con un'assemblea pubblica negli uffici regionali di viale Bovio.
Con lo slogan «La strada parco non si tocca: no al passaggio della filovia» l'associazione di Mario Sorgentone è tornata ad attaccare gli amministratori che «si stanno rendendo responsabili di uno sperpero di denaro pubblico, un danno irreparabile alla collettività». In un volantino l'associazione, che ha incassato il sì del Wwf e di altre sigle civiche, dal gruppo Handicap e disabilità all'associazione Mamme, alle Donne in bici, ha riportato alcune frasi attribuite al presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco e al sindaco Luciano D'Alfonso nelle quali si esprime netta contrarietà alla realizzazione dell'opera. «D'Alfonso», spiega Sorgentone, «ha affermato che, anche se al 92', avrebbe fermato la gara d'appalto. Ora i 92 minuti sono scaduti e l'appalto sta per concludersi: un tronco di soli 5 km che non farà diminuire il traffico in viale Bovio e in via Nazionale».
L'associazione, insomma, non intende mollare e chiama a raccolta i cittadini per manifestare il dissenso «verso un'opera dannosa». L'appuntamento è per domani pomeriggio alle 18, con ritrovo sulla strada parco davanti a Villa Sabucchi. Da lì, passando per via Pisacane, i manifestanti daranno vita a un'assemblea nella sede della Regione. Sono stati invitati a partecipare, tra gli altri, Del Turco, D'Alfonso, i parlamentari pescaresi, gli amministratori provinciali e comunali di Pescara e di Montesilvano. «Quest'opera», sostiene Sorgentone, «è inutile e i finanziamenti sono insufficienti. Inoltre, non si è tenuta nel minimo conto la volontà popolare. Non esistono progetti, non esiste lo studio di fattibilità. Insomma, provocherà solo danni». Di tutt'altro parere Alleanza nazionale, che ribatte punto su punto. «Il vero sperpero», dice Lorenzo Sospiri, «sarebbe la perdita di tre anni nell'aggiudicazione della gara. Senza filovia i 60 miliardi svanirebbero nel nulla e 170mila persone continuerebbero a essere asfissiate dal traffico».
Intanto va avanti l'iter per l'aggiudicazione dell'appalto tra le tre ditte concorrenti. La commissione, che torna a riunirsi ai primi di luglio, potrebbe scegliere entro l'estate. Se non ci saranno intoppi, i lavori per il primo lotto partiranno a settembre. E già si sta pensando all'allungamento del percorso fino a Francavilla.

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