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La compagnia francese mette dei paletti alla trattativa. E il centrodestra torna alla carica per salvare Malpensa MILANO. «Se la posizione del nuovo governo è favorevole a un accordo con Air France andremo avanti, in caso contrario ci fermeremo». Le parole di Pierre Henri Gourgeon, direttore generale di Air France-Klm, portano nubi sul futuro di Alitalia. Molti elementi facevano pensare che la trattativa potesse concludersi prima del 13 aprile, giorno delle elezioni. Invece Air France si fa prudente. «Stiamo seguendo con la massima attenzione l'evoluzione politica - dice Gourgeon - ma andremo avanti nelle trattive solo se alcune condizioni saranno soddisfatte, come quella di avere il sostegno del governo, quale che sia». Insomma, Air France non vuole impegnarsi, con accordi poi difficili da revocare, e trovarsi a maggio con un governo ostile. Infatti, se dovesse vincere il centro-destra, che sta facendo fuoco e fiamme per salvare Malpensa, che ne sarà del piano che, adesso, Alitalia e Air France vogliono portare avanti? Air France comunica che sta «lavorando duro» con Alitalia per presentare le sue proposte a metà marzo. «Ma - specifica il presidente Spinetta - non si farà nulla né contro il governo, né contro i sindacati». Molte le reazioni. Il titolo in Borsa è stato venduto nelle ultime ore di contrattazione. Dopo un avvio scintillante (+4%), le azioni hanno terminato la seduta con un rialzo minimo (+0,3%). Un commento arriva dal segretario della Filt-Cgil, Rossi: «Air France fa questa mossa per prendere Alitalia a condizioni migliori. Aspettare un nuovo governo a maggio, un mese dopo le elezioni, significa arrivare alla fase finale della trattativa con le casse di Alitalia ormai vuote. Si sarebbe a un passo dal portare i libri in tribunale e quindi non ci sarebbe più potere negoziale da parte dell'azionista, cioè il ministero dell'Economia». E di «fallimento pilotato» parla anche un importante esponente del centro-destra, l'economista Renato Brunetta. Trattando il tema delle nomine l'economista accusa il governo di «gestire male la faccenda. Dopo le elezioni - sostiene - la faccenda finirà nelle nostre mani. Ritengo che parlare di italianità abbia un senso perché si tratta di un'azienda strategica. Ciò detto, io sono per il fallimento pilotato, che consentirebbe a tutti di riflettere sul nodo Malpensa: si azzera tutto, contratti di lavoro compresi, e si ricomincia da zero. Alla Sabena ha funzionato: da un giorno all'altro la compagnia belga è ripartita con un nuovo logo. E senza un'ora di sciopero».Le parole di Air France vengono commentate anche da fonti del governo. «E' un atto di buon senso», si limitano a dire da Palazzo Chigi. Invece il presidente della Regione Lombardia, Formigoni, torna alla carica: «Alla luce delle dichiarazioni di Air France, Alitalia blocchi immediatamente lo smantellamento della propria presenza su Malpensa». Va sottolineato che una trattativa così lunga potrà mettere in croce Alitalia. Lo stesso cda ha parlato di «forti criticità» in caso di slittamenti. Entro pochi mesi, infatti, servirà una ricapitalizzazione da 750 milioni di euro. |