Data: 16/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
No definitivo alla realizzazione del terzo traforo. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Anas, Regione e quattro ministeri

I ricorrenti volevano cancellare la precedente bocciatura del Tar

TERAMO. La Provincia di Teramo vince definitivamente la battaglia contro il terzo traforo del Gran Sasso. Il Consiglio di Stato ha depositato ieri il dispositivo con il quale ha respinto l'appello presentato nel 2003 dall'Anas, dai ministeri delle Infrastrutture, dell'Ambiente, dell'Economia dei Beni culturali, dalla Regione Abruzzo e dall'Istituto nazionale di fisica nucleare.
Le motivazioni della sentenza saranno disponibili solo fra alcune settimane e solo alaora si potrano capire melgio l eragioni dela definitva bocciatura del progetto. Oggetto dell'appello dei ricorrenti la sentenza del 2002 con la quale il Tar Abruzzo diede ragione a Provincia ed Ente Parco Gran Sasso-Laga che contestavano la procedura autorizzativa della «galleria per la messa in sicurezza del laboratorio di Fisica Nucleare sotto il Gran Sasso», il cosiddetto terzo traforo. Nel primo grado di giudizio, a sostegno delle ragioni dei due enti, intervennero ache il Comune di Teramo, i Verdi, l'ordine provinciale dei medici, Italia Nostra, l'acquedotto del Ruzzo, il Wwf e l'Ato.
«Si chiude definitivamente una vicenda che ha visto la Provincia farsi promotrice, sia sul piano legale che su quello politico, di una battaglia contro un'opera che fu progettata e autorizzata senza tener conto del parere del territorio; della sua popolazione, delle sue rappresentanze istituzionali», commenta il presidente della Provincia Ernino D'Agostino. «Il risultato di oggi», prosegue, «appare quasi scontato ma in questa circostanza va ricordato chi, come il mio predecessore Claudio Ruffini, non ha desistito anche quando, in tanti, difendevano l'opera definendo "risibili" le ragioni del no. Mi auguro che questa nuova stagione di dialogo, anche con l'Istituto di fisica nucleare, possa consolidarsi con una collaborazione costruttiva in vista delle opere necessarie alla definitiva messa in sicurezza del laboratorio».
Il progetto del terzo traforo risale al 1990 e nello stesso anno venne promulgata una legge che destinava 110 miliardi di lire alla realizzazione dell'opera. Quella legge non è mai stata abrogata, ma la sua dotazione finanziaria venne succesivamente destinata ai lavori di messa in sicurezza dei laboratori sotterranei del Gran Sasso. Nel 2002 il governo Berlusconi incluse il terzo traforo nell'elenco delle infrastrutture strategiche. Il collegio difensivo della Provincia, coordinato dal professor Vincenzo Cerulli Irelli, era composto oltre che dall'ex parlamentare, dal professor Alessandro Pace e dagli avvocati Antonio Bargone e Antonio Zecchino.

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