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PESCARA. Sorridente, soddisfatto, con l'aria di chi ha imbroccato con l'intesa Pd-Italia dei Valori la strada giusta anche se in salita. Così è parso ieri il ministro Antonio Di Pietro a Pescara nei panni del presidente dell'IdV per prendere parte al convegno «Modelli di sviluppo e l'etica del saper fare», organizzato all'auditorium de Cecco. Di Pietro al crocchietto di giornalisti che lo blocca sull'atrio lancia una notizia. «Ho sentito il presidente Franco Marini. L'ho sentito al telefono, abbiamo parlato dell'Abruzzo. Su come fare squadra e rilanciare il buon governo alla Regione». In altri versi l'Italia dei Valori che in Consiglio regionale è uscita dalla maggioranza di centrosinistra in perenne braccio di ferro con il presidente della giunta Ottaviano Del Turco, è pronta a rientrare nei ranghi e, magari, prendere anche il posto dell'uscente assessore Mimmo Sroru dell'Udeur. Di Pietro però spazia su molti argomenti sull'intesa sorta tra lui e Veltroni. «L'Italia dei Valori insieme al Pd vuole costruire un futuro di governo e di buon governo per il paese in un sistema bipolare che si sta creando in tutto il mondo». Ad una seconda domanda sull'Abruzzo non si sottrae. Si tratta delle prossime amministrative per il Comune di Pescara. «Presidente, l'onorevole Costantini correrà ancora come sindaco al Comune di Pescara contro il neo-collega di coalizione, il sindaco Luciano D'Alfonso?». Di Pietro la prende un poco da lontanno però è chiaro. «Non ci saranno decisioni prese da Roma», promette, «noi lasciamo che la discussione si svolga in Abruzzo, a una condizione che i protagonisti di questa vicenda si siedano sotto il tavolo, beh», si corregge Di Pietro, «con le gambe sotto il tavolo ma loro sopra e restino a discutere fino a quando non trovano una soluzione. Carlo Costantini, Luciano D'Alfonso e tutti gli altri per vedere come costruire la squadra, chi deve governare la squadra». «Da parte mia», incalza il presidente dell'Italia dei Valori, «sarebbe scorretto fare arrivare da Roma l'indicazione. La responsabilità, la maturità politica, professionale e personale di Costantini e di quelli del Pd risolveranno questo problema e aiuteranno Pescara a trovare un buon governo». Mentre Di Pietro entra nella sala De Cecco per presenziare il convegno salutato da una bordata di applausi, ecco che il crocchietto di giornalisti corre al recupero di Carlo Costantini che volentieri aggiunge qualcosa alle dichiarazioni del ministro. «Non chiedetemi se sono felice», esordisce un poco malinconico Costantini, «il partito me lo chiede ed io lo farò. Ma lo farò mettendo sul tavolo tutte le richieste, le iniziative e i progetti dell'Italia dei Valori». Insomma va bene il tavolo con D'Alfonso ma insiste Costantini alle condizioni dell'IdV. «Anche in questo mese e mezzo», osserva Costantini, «di legislatura comunale è possibile fare delle cose, io le chiedero». |