Data: 17/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Favori ad Angelini, Mazzocca si tira fuori. Assessore interrogato in procura, svelato il giallo del verbale taglia-spese sparito

PESCARA. Angelini favorito dalla Regione: così sostiene la procura. Mazzocca, però, si tira fuori. L'assessore alla Sanità si è presentato ieri alle 9 in procura. E in un'ora e un quarto di interrogatorio, come indagato per «soppressione di documento», ha dato al pm Giuseppe Bellelli la dritta per smascherare chi, due anni fa, fece sparire un verbale d'accordo tra Regione e l'Associazione delle cliniche private.
E inserì nella legge taglia-rimborsi una «parola magica» che moltiplica la spesa per i letti d'oro alle cliniche private abruzzesi.
Parliamo della parola «affini». Improvvisamente, nel 2006, compare nella bozza della legge 20 che avrebbe dovuto ridurre il numero delle prestazioni di ricovero e abbattere i costi di ospedalizzazione.
Quella parola viene inserita di nascosto. E spalanca un vaso di Pandora per pochi titolari di cliniche private. Chi e quando ha modificato la legge? Bernardo Mazzocca è stato chiaro: «Io non ho ricevuto pressioni da Vincenzo Angelini e non ho mai voluto favorire la sua clinica Villa Pini. Se ho commesso errori, l'ho fatto in buona fede. Ma in questi anni ho aumentato ispezioni e sanzioni alle cliniche private», ha detto l'assessore, difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre, al pm Giuseppe Bellelli che gli ha anche chiesto quali consiglieri regionali cercherebbero di sponsorizzare il titolare della clinica teatina. Mazzocca non ha fatto nomi e poi ha detto: «Un verbale non può essere considerato legge, ma non sono stato io a modificarlo e non so chi ha fatto sparire l'originale. Una copia non modificata era comunque nel computer di Franco Di Stanislao, direttore dell'Agenzia sanitaria», ha detto Mazzocca.
«Ma la parola "affini" non c'era nella bozza di delibera uscita dal mio assessorato». Allora quando è comparsa? ha chiesto il pm.
«Nel passaggio tra l'ufficio legislativo della giunta regionale e la giunta che approvò la bozza di legge 20», ha svelato l'assessore finito in questo filone di un'inchiesta molto più vasta sui rimborsi milionari alle cliniche private, in particolare a Villa Pini d'Abruzzo, condotta dai pm Bellelli e Giampiero Di Florio.
Con Mazzocca sono indagati per «soppressione di documento» altri personaggi regionali fino a ieri sconosciuti ma che la procura sarebbe ora in grado di individuare.
Il verbale d'accordo tra l'Aiop, l'Agenzia sanitaria e l'assessore viene siglato il 5 maggio del 2006: Mazzocca e i titolari delle cliniche si accordano per «ridurre i ricoveri ripetuti»; per istituire una «commissione di valutazione» che avrebbe dovuto monitorare le spese incontrollate e, soprattutto, per porre un limite alle prestazioni di day surgery, ricoveri veloci per piccoli interventi chirurgici da eseguire nell'arco di un solo giorno. Il verbale sparito conteneva una frase chiave: «Per le discipline specialistiche chirurgiche sono ammesse le attività di day surgery se sono presenti e accreditate le discipline equipollenti ai sensi del decreto ministeriale 30 gennaio 1998». Ma l'atto si dissolve nel nulla. Si «perde» nelle stanze della Regione per poi ricomparire, a giugno, nella legge 20 taglia-spesa.
Ma non è lo stesso atto perché è stata aggiunta la parola che dà il via libera ai letti d'oro. La nuova frase, infatti, è questa: «Per le discipline specialistiche chirurgiche sono ammesse le attività di day surgery se sono presenti e accreditate le discipline equipollenti e affini, ai sensi del decreto ministeriale 30 gennaio 1998». E' chiaro che la parola «affini» amplia in modo abnorme il tipo di prestazioni di chirurgia veloce che solo un ristretto gruppo di cliniche abruzzesi è in grado di erogare (anche se Mazzocca ha sostenuto il contrario). Per la procura, infatti, pochi titolari di cliniche hanno ricevuto un bel regalo dal personaggio della Regione (politico o funzionario ormai in via di identificazione) che ha aggiunto la parola chiave alla legge taglia spese. «Una legge», ha detto Mazzocca al pm, «che nessuna clinica privata rispetta. Tant'è che scatteranno sanzioni per 26 milioni di euro per tutte le cliniche».

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