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PESCARA. Tutto in 12 ore, le più lunghe del centrodestra: il gran rifiuto di Pastore; Pagano che si ritrova la strada spianata; il passo indietro di Albore Mascia; l'appoggio di Masci e la nascita del partito del Popolo della Libertà che anche a Pescara formerà una sola lista con un unico simbolo. Se tutto resta così, questa sera il Pdl darà la notizia ufficiale che l'avvocato Nazario Pagano, consigliere regionale di Forza Italia e già assessore comunale nell'ex giunta di Carlo Pace, sarà lo sfidante del sindaco uscente, Luciano D'Alfonso. Salvo complicazioni, cioè una telefonata da Roma che oggi imponga a Pastore, già sicuro candidato al Senato, di scendere in campo anche alle comunali in modo che la sfida sia tra due leader regionali del Pdl e del Pd. Ma ieri sera il notaio forzista ha ribadito la sua «non disponibilità», tra i mugugni di Alleanza Nazionale e l'imbarazzo di Forza Italia. Rovinando la giornata quasi storica del centrodestra pescarese, cominciata ieri mattina con la nascita del partito del Popolo della Libertà che raccoglie Forza Italia, An e altri sei partiti minori. In venti si sono seduti attorno a un tavolo. Ma per il parto del Pdl, i venti hanno scelto la sede di An in via Firenze, e non quella forzista al quinto piano di palazzo Arlecchino in piazza Salotto dove, alla stessa ora, Walter Veltroni teneva il suo comizio tra la folla e invitava il popolo del Pd a intonare l'inno di Mameli. «Quanta gente c'è in piazza?», chiedevano quelli del polo a chi entrava alla riunione di via Firenze. «Tanta», rispondevano questi ultimi. Nella sede di An c'erano comunque tutti. Per Forza Italia: l'avvocato Giuliano Grossi, il teatino Giuseppe Stanziale e il segretario provinciale Guerino Testa; per Alleanza nazionale: Lorenzo Sospiri, Augusto Di Luzio e Marcello Antonelli; per la Dc per le autonomie, Rocco Lionelli; Matteo D'Orazio per Azione sociale di Alessandra Mussolini; Ubaldo Nappi per Italiani nel Mondo; Lino Di Federico per il partito Repubblica; Vincenzo Ferrante e i Popolari e Liberali, ovvero i fuorusciti dall'Udc di Casini e, infine, Alessio Di Carlo per i Riformisti liberali di Capezzone. E Carlo Masci? C'era anche lui per l'Udc che al nazionale correrà da solo. Ma a Pescara non ci sarà un candidato sindaco del partito di Casini: l'avvocato Masci avrà sì una lista propria, fuori dal Pdl, ma sarà una lista che qui appoggerà il nuovo partito di Berlusconi che in città rappresenta il quaranta per cento del centrodestra. Scelta identica è stata fatta da Berardino Fiorilli, di Pescara Futura e da Ennio Pizza, della Destra. Insomma c'erano tutti. O quasi perché il no di Pastore ha frenato il treno del Popolo della Libertà nel suo primo giorno di viaggio. La riunione è terminata all'ora di pranzo con il patto di correre insieme per tentare la sfida-impresa contro il sindaco uscente. Ma i giochi politici veri si sono consumati nel pomeriggio con una serie di incontri e telefonate incrociati che è persino difficile contare. Non sono però bastati a far cambiare idea al senatore Pastore. Così, alle 23 di ieri, Pagano era tornato in pole position per guidare il nuovo partito del Cavaliere nella difficile sfida contro D'Alfonso. Ad An così sta bene: Luigi Albore Mascia fa un passo indietro. Ma Pagano non è ancora convinto al cento per cento: chiede 24 ore di tempo. E An attende impaziente per stasera il sì dell'avvocato. |