Data: 19/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente annuncia: «Sto con Walter». Il sindaco: altre adesioni a sinistra Marini: «Ce la faremo a vincere»

Grande folla al Massimo dell'Aquila Il segretario del Pd: «In Inghilterra i bookmaker ci danno in rimonta»

L'AQUILA. Posti in piedi per Walter Veltroni all'Aquila. Il segretario del Pd arriva puntualissimo e il Cinema Massimo è gremito «come non si era mai visto», dice una emozionatissima Stefania Pezzopane. Il presidente del Senato Franco Marini deve fendere di tre quarti la folla per raggiungere il posto in prima fila. Impossibile per lui mancare a questo appuntamento aquilano. Commenta Veltroni: «Quando Franco parla dell'Abruzzo gli si accendono gli "special"».
«Ci siamo già dentro l'avventura», commenterà Marini. «Ce la possiamo fare? Noi lottiamo per questo. Secondo me è possibile. Basta impegnarsi». Il primo che corre ad abbracciare il leader del Pd è il sindaco Massimo Cialente, seguito da Giovanni Lolli costretto alle stampelle per un incidente alla gamba. L'abbraccio di Cialente a Veltroni è di quell'intensità che segna il ritrovarsi. Cialente, uscito dai Ds al momento della fondazione del Pd torna. Ma non sarà il solo di Sinistra Democratica: «Domenica 24 al cinema Caprarica di Roma», annuncia il sindaco, «nascerà una associazione che si chiamerà "Una sinistra per il governo del paese", ci saranno anche Guglielmo Epifani, Famiano Crucianelli, Olga D'Antona e altri. Ci impegneremo per la campagna elettorale per un governo guidato da Walter».
«Con Massimo non riuscivamo a spiegarci», commenta Veltroni, «ora ci siamo ritrovati e questo vale per altre persone di Sinistra Democratica». Domenica pomeriggio il segretario del Pd aveva telefonato anche a Gianni Melilla coordinatore regionale di Sinistra democratica. Un saluto da vecchio amico, ma con l'idea che ritrovarsi sia possibile.
E vorrà dire anche qualcosa se i bookmaker inglesi lo danno in netto rialzo. «È una notizia dell'ultima ora», annuncia alla folla, «e siccome si intendono di queste cose possiamo crederci. Può succedere di tutto». Nel suo discorso sono tornati i temi e lo stile della campagna elettorale: il no all'odio per l'avversario, la pacatezza dei toni. L'annuncio che all'opposizione andrà una delle due Camere. Ma anche un commento al caso del pedofilo di Agrigento: «Si utilizzi tutto il necessario, ma non è possibile che un uomo continui a fare del male così a dei bambini, lo si tolga di mezzo». Riguardo all'ambiente - il tema dell'incontro, rimasto sullo sfondo - Veltroni promette di «bombardare» il partito dei veti, e propone un aiuto a tutte le famiglie che vorranno dotarsi di impianti solari.
Arriva infine il momento dell'inno nazionale. All'ultimo squillo Marini si alza scavalca agilmente la balconata per raggiungere Veltroni sul palco. Il candidato premier scarta da una bandiera tricolore un pallone da rugby e lo lancia alla folla. Per molti sarà meta.

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